Ciò che è fondamentale in una società che si possa definire giusta è l’equità. Il principio di equità è fondamentale per raggiungere lo stato di equilibrio, ovvero di quiete. L’equità attribuisce a tutti gli elementi della società uno stesso peso, ma ciò potrebbe distruggere il progresso. Ciò che è elementare è che in una ipotetica società equa, dove ogni elemento viene retribuito nello stesso modo, viene a mancare l’ambizione, e si creano tante passioni. Le passioni sono forvianti, e conformizzanti, sono soggette a correnti di moda, prive di idee, di spirito professionale. Dunque la società equa elimina la facoltà di eccellere. Essa va modificata, ma come?
Semplicemente dando a tutti la possibilità di arrivare dove si desidera. partendo dallo stesso livello.L’uomo potrà eccellere in base si alle sue abilità, derivanti da un contesto genetico, ma soprattutto dalla sua volontà. Più grande sarà la voglia di realizzarsi e maggiore sarà la lunghezza del passo che lo porterà a raggiungere il suo obbiettivo.
Ciò che bisogna fare è garantire un minimo dignitoso per tutti, creare un Welfare, vero, che funzioni. Un Welfare che non si limiti a far sopravvivere le persone ma a farle vivere. E gioire dei frutti della vita.
Questa è una società equa che non distrugge, una società che rende ogni uomo direttamente responsabile della sua posizione. Una società in cui non conta il nome, il luogo di provenienza, il denaro che si possiede, ma conta chi siamo noi, cosa siamo in grado di fare. Una società che si basi sulla meritocrazia che non distrugga i mediocri e i deboli. Il mutuo soccorso è basilare in ciò. Uomini che si aiutano fra di loro, mandano messaggi di fratellanza, di serenità e di dolce vita. Non è questo che cerchiamo, non è questo che desideriamo, non vogliamo la felicità?
E quale modo più semplice per raggiungere la felicità che mettere in alto il più grande sentimento che l’uomo è in grado di provare. L’amore genera famiglia, altruismo e sorrisi.
La società equa garantisce il sorriso, agli onesti e ai deboli.
Questo è quello che desideriamo, ma questo è anche quello che ci vogliono impedire di costruire.
Chi ce lo vuole impedire? Il male, rappresentato da uomini egoisti,e indifferenti alle sofferenze, uomini che non sono pronti a rinunciare a quello che hanno per donare speranze concrete e sorrisi.
È una voragine che si allarga questa, l’oblio ci sta di fronte, l’azione ci salverà..
Agiamo e realizzeremo ogni nostro sogno!!! UN MONDO MIGLIORE SI PUO’ FARE!!
E vi lascio con un video tratto dal film di Charlie Chaplin il grande dittatore, il titolo di questo video si chiama: “DISCORSO ALL’UMANITA’”
I bruti ci sono ancora!!!
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Buonasera, tizio vestito di rosso.
Anzitutto, complimenti per il rosso; complimenti, ovvero, per l’alacrità con la quale ti proponi attivamente per un cambiamento della società. Tanta solerzia e lungimiranza è lodabile in un essere umano, probabilmente di più ancora in un ragazzo. Personalmente non sono propenso a una partecipazione attiva a un siffatto progetto, ammetto infatti di essere sostanzialmente egoistico ed egocentrico, nella accezione classica del termine.
Condivido la visione di una società migliore basata sulla meritocrazia che garantisca il sostentamento a chi non riesce ad autoprovvedervi; vedo nella staticità della democrazia teorica la fine dell’ambizione, come tu stesso peraltro profetizzi. Non capisco però come tu intenda le “passioni”: mi pare che usi tale parola in un senso quasi opposto a quello comune! L’eccessiva uguaglianza tra gli uomini, la mancanza di aspirazione (all’autorealizzazione in particolare) e il conformismo non possono che portare alla scomparsa delle passioni autentiche!
Molto significativo e pregnante con quanto detto e’ un capito del Così parlò Zarathustra di Nietzsche intitolato “Gli ultimi uomini” nel quale egli mette in risalto come in una società simile le pulsioni passionali e costruttive verrebbero a mancare, soffocate dal benessere individuale (sintesi molto riduttiva).
Dopo i complimenti passo però ai rimproveri (non intendo davvero certo rimproverarti, essendo le idee soggettive e quindi non sottoponibili a biasimo - e ho già anticipato così quello che sto per dire!), non condivido infatti minimamente l’intento di creare un modello matematico-statistico con cui, fornite le azioni in entrata, si abbia in uscita un giudizio univoco sulla “giustezza” di tali azioni!
Il motivo per cui aborro tale idea è essenzialmente filosofico, non trovo cioè giusto (e qui rischio di fregarmi da solo, ma non importa) poter schematizzare in tale maniera il prodotto del pensiero umano; dividere tutto in bianco o nero (rosso e nero, se preferisci) non renderebbe assolutamente giustizia all’intelligenza umana che si distingue da quella animale proprio per la capacità di non interpretare gli stimoli esterni solamente come positivi o negativi ma di considerare l’innumerevole e spesso infinita molteplicità di aspetti che li caratterizzano, il che ha come ovvio risultato un’analoga varietà di caratterizzazione del risultato di tale considerazione: il pensiero. Possiamo certamente asserire che il pensiero umano sia il più alto esempio di razionalità, ma ciò ci rende ben lungi dalla classificazione binaria delle azioni!
Spero di essere stato sufficientemente chiaro nella mia esposizione, ma sono sicuro che una tale obiezione l’abbia formulata internamente tu stesso e che quindi saprai darmi un’adeguata risposta.
Nuovamente, buonasera, tizio vestito di rosso.
Jaded
Ragazzi io ci rinuncio a starvi dietro…
ah sisi…te l’ho detto….io quoto il signor Gianluca!!!!!!!anche se mi piace molto leggere stè cose!!!!
Innanzi tutto voglio ringraziarla per aver prestato parte del suo tempo a leggere ciò che ho scritto e soprattutto per rispondere attraverso una critica così ben congeniata. Mi presto dunque a fornirle una risposta che sia degna di un tale spirito di osservazione.
Partiamo per ordine:
E’ dunque necessario chiarire il significato che ho dato alle “passioni”. Ammetto di aver sviato consapevolmente il significato originale del termine, in quanto ciò a cui mi rifacevo è il significato biblico. Passioni sono i 7 vizi capitali, derivanti da un approccio edonistico alla vita. Peccato è il lasciarsi andare al piacere addormentando la propria coscienza. Mi scuso, quindi, per questa eccezionale accezione del termine da me usata.
In secondo luogo ,lei critica il fatto che la mia “metodologia” di analisi risulta distruggere ciò che è la più grande facoltà dell’uomo, ovvero il pensiero. In quanto ciò che dico è quello di restituire in base a degli stimoli esterni, dei giudizi appartenenti all’insieme binario di giusto e sbagliato, annullando quindi la molteplicità delle reazioni umane.
Le darei ragione se quello che facessi fosse imporre un pensiero e non un giudizio. La molteplicità delle reazioni sussiste in quanto non è unica l’azione positiva o negativa che si potrebbe fare in date circostanze. Forse quello che faccio è di imporre una visione bianca e nera (e non, rosso e nera), col fine di ricreare ordine. Nei giorni in cui la verità viene nascosta, quando questa ci giace di fronte, cerco di illuminare un percorso che riporti alla luce. Le abilità, di plasmare le menti, nascondono la verità. L’analisi tradizionalmente soggettiva degli uomini è diventata oggetto di strumentalizzazione da parte di terzi, che si muovono nell’esaltazione di se stessi nel puro e cinico egoismo.
Oggi che il nichilismo è realtà, oggi che le istituzioni perdono fiducia, che l’esaltazione della macchina è diventato sinonimo di degradazione, è necessario ristabilire un nuovo ordine. Un ordine che si basi sull’esaltazione delle scienze umane,un ordine che non possa essere messo in discussione poiché esso non è soggetto a interpretazioni. E’ alla scienza matematica,che dunque mi rifaccio.
Terzo ed ultimo punto, è una critica che mi permetto di fare. Lei si dichiara egoista ed egocentrico, caratteristiche che nella mia seppur breve conoscenza della sua persona non ho riscontrato, ma poiché lei lo saprà meglio di me, in considerazione dell’ovvia valenza negativa di tali caratteristiche non cerca di cambiare? Non è un suo problema, è un problema che va avanti da sempre. Le persone consapevoli dei loro difetti continuano ad ostentarli come se fossero qualità. Un uomo troppo coerente a se stesso, un uomo troppo vincolato ad una sua statica figura, è un debole. La dinamicità è forza, la voglia di cambiare, è l’unico modo per migliorarci!!!
La ringrazio nuovamente per un così vivace intervento, al quale spero che susseguano molti altri.
Grazie!!!!
E dopo il dinproject eccolo qua, che ci riempie con le sue assurde teorie sull’oggettività.
So già dove arriverai, ma voglio ricordarti che è il liberismo economico che rende felici le persone. LIBERISMO!!!
Dai su, smettila con ste cagate, Tizio!!!!
Complimenti a JADED— ma per spegnerlo era necessario arrivare a tanto?
si ovviamente il Tizio, ha risposto con un discorso senza senso, al quale tu ti scervellerai per rispondere, ma poi lui ne tirera fuori un’ altro con ancora meno senso, ecc.. fino ad arrivare al punto che lui ti dirà che la terra è piatta!!!
Ci sono passato!!!
No dai scherzi apparte, qualcosa di giusto ineffetti dice, ma sono cose scontate vecchio!!! Su dai, inventati qualcosa di nuovo, so che puoi fare di meglio…
Scusa se alla fine ho scritto la mia cagata, ma alla fine non ho resistito, il tuo incubo ti perseguita anche qua!!
cmq ieri, PARTITA DI MERDA!!! FORZA INTER!!!
Buonasera, tizio vestito di rosso.
Noto che preferisce riferirsi a me in terza persona, per cui farò io lo stesso con lei.
Propongo di tralasciare il nostro piccolo diverbio sul suo uso del termine “passioni” in quanto nella sua spiegazione non posso che ritrovarne un significato più simile a quello da me inteso di quanto credessi! Essendo però ciò un semplice fraintendimento propongo di non soffermarvisi oltre e di procedere.
Ho appena riletto per l’occasione un capitolo de “L’uomo senza qualità” di Robert Musil. Argomento di tale capitolo è essenzialmente una pesante critica alla Scienza Nuova inaugurata da Galileo Galilei. Musil dice: “…l’umanità fece semplicemente quello che fanno tutti i bambini di buon senso che si son provati troppo presto a camminare; si sedette per terra, e la tocco con una parte del corpo non molto nobile ma sicura, diciamolo pure: con quella parte su cui ci si siede. Lo strano è che la terra si sia mostrata così sensibile a quel contatto, sì da lasciarsi strappare cognizioni, scoperte e abbondanza che ha del miracoloso.”
Essenzialmente Musil sostiene che vi sia nello scienziato una fredda spietatezza (che paragona nondimeno a quelle del guerriero e del mercante) nello schematizzare con tanta semplicità la realtà (potrebbe sorprenderla il fatto che io, aspirante ingegnere, condivida una tale critica - si sorprenda maggiormente allora nel sapere che Musil stesso fosse un ingegnere!).
Con ciò voglio farle capire su cosa si muove il nostro diverbio, ovvero sul considerare la scienza un valido strumento per un’analisi oggettiva di concetti e azioni spesso (ma non sempre, certo) quasi esclusivamente soggettivi. Ammetto di non aver aggiunto nulla a quanto già detto, spero se non altro di avere fatto chiarezza.
Muovo ora la discussione su un altro punto. Sono d’accordo sull’affermare che nella storia le popolazioni siano state strumentalizzate da figure meschine ed egoistiche, e che molto probabilmente al giorno d’oggi ciò avvenga a livelli sempre maggiori, coadiuvata dai mass media e dal fenomeno del villaggio globale, ma ci terrei a farle notare che è insita nella natura delle persone, e specialmente in quelle deboli di spirito, la tendenza all’unificazione in greggi guidati da astuti pastori; così è, purtroppo, per via dell’intimo bisogno di sicurezza e stabilità che è in ognuno di noi e che trova la sua condizione migliore proprio nella statica conformità.
“Un ordine che si basi sull’esaltazione delle scienze umane,un ordine che non possa essere messo in discussione poiché esso non è soggetto a interpretazioni”. Ora le chiedo: non le sembra forse questa una mera e villana formalizzazione, simile al dispotismo che lei stesso con veemenza critica? Certo lei potrà rispondere che in questo caso tale formalizzazione è volta al benessere comune, ma non crede che finchè anche solo una singola persona si troverà in disaccordo con un tale Ordine questo non potrà essere considerato come una valida soluzione?
E ancora, immagino già una possibile contestazione di quanto detto: La democrazia si basa sull’uguaglianza, per permettere ciò è necessario porre dei limiti nel segno della pacifica convivenza. Io stesso mi ritengo un ottimo cittadino; non di rado infatti mi limito nelle azioni per non violare l’altrui benessere ed intimità, e ritengo necessario che debba avvenire così. Ma mi infastidisce pensare a un ordine che non possa essere messo in discussione, anche se magari potrei essere personalmente d’accordo con le sue basi! Democrazia è anche consentire ad ognuno (ovviamente in questo caso entra in atto la meritocrazia, perchè nessuno vorrebbe uno stupido al potere) di fare la sua parte nella gestione dell’ordine. Ma se quest’ultimo non è modificabile, si può ancora parlare di democrazia?
Questo discorso è magari troppo teorico. Infatti per esempio la costituzione è quasi intoccabile, ed ha i suoi problemi, ma in un certo senso funziona bene. Quindi prima di continuare a criticare il suo progetto sarebbe necessario averne una, per quanto basilare, esposizione.
Ultimo punto, quello più personale, riguardo alla connotazione egoistica del mio carattere. Per prima cosa, crede veramente che una persona possa cambiare se stessa a suo piacimento? Ciò la renderebbe un ingenuo ai miei occhi (non se ne avveda, ha già guadagnato una buona stima personale, se le fa piacere saperlo). Secondo, mi fa sorridere che lei dica che le persone ostentino i propri difetti come fossero qualità, e non certo perchè non sia dello stesso parere ma perchè non mi riconosco in tale comportamento (non in questo caso, almeno). L’ambito in cui ho parlato di tale aspetto della mia persona riguarda la propensione a partecipare attivamente alla modifica dello stato di cose della politica e di ciò che le viene dietro. A riguardo la mia visione è molto pessimistica, ma ciò nonostante non ho intenzione di impegnarmi: questo è il mio egoismo. Il mio egoismo è il rifiutarmi di impegnarmi a favore di persone che molto spesso non lo meritano, per come la vedo. Giusto un paio d’ore fa osservavo al telegiornale gli abitanti di Napoli protestare violentemente per il problema della spazzatura. Il problema se lo sono in parte creato da soli, ed ora rimangono attoniti e sublimano la frustrazione in violenza gratuita perchè il governo, o chi altro per lui, non provvede immediatamente come se fosse una manna dal cielo a sistemare le cose. Certe persone meritano il mio aiuto, mi chiedo; no, mi rispondo.
Buonasera, tizio vestito di rosso.
p.s. Per evitare inutili equivoci ci terrei a far notare che non ho nulla contro i napoletani o qualsiasi altra popolazione o razza. Ma ho tutto me stesso contro chi nel lamentarsi per il disagio non fa che crearne altro.
p.p.s. Per Tommy: hai ben previsto ciò che accadrà. Magari queste discussioni non portano a nulla, ma sono stimolanti per chi ha la sua opinione da esporre, e di certo male non fanno!
Signort “IL Tommy”, il suo modo di relazionarsi così superficiale e poco rispettoso nei confronti di chi presenta la sua idea, è IRRITANTE.
Una persona che nel 2008, descrive il liberismo come una politica economica nuova e perfettamente funzionante, quando la storia ha mostrato i suoi chiari limiti, non merita una risposta.
La stimo per molte altre cose, ma non per come funziona la sua mente in ambito politico. Lei si mostra poco sensibile alle plobematiche reali delle persone, e ne fa ironia. Le sue idee sembrano stereotipare ciò che è il comun pensiero, senza spiccar per intuito o genialità.
Ciao caro…volevamo chiederti perchè perdi così tanto tempo in cerca di un’ equità che non ci sarà mai, nè per te nè per tutto il resto del mondo???cmq non condivido ciò che è stato precedentemente esposto…
Se forse mi portereste delle argomentazioni, per sostenere che ciò che dico non è condivisibile potrei anche fornirvi una risposta migliore. Per forse, magari, arrivare al punto di rimangiarmi ciò che dico.
In secondo luogo siete liberi di reputare che ciò che scrivo, è una inutile perdita di tempo, poichè descrivo qualcosa di puramente utopistico.
Ciò è vero, ma poichè credo che i limiti dell’uomo divengano tali solo nel momento in cui si ammette di averli, continuo su questa strada.
Vi ringrazio comunque per essere passati. E non vestitevi di nero,è un colore triste!!! Anche se credo che voi, in ogni caso preferite il verde!!!
Signor Jaded, mi colpisce la chiarezza delle sue esposizioni, le sue argomentazioni risultano essere portate avanti con estrema serenità, avvalendosi peraltro di citazioni molto importanti. E’ ovvio che in lei si riscontra facilmente un notevole bagaglio culturale, e per questo mi congratulo. Le confesso che il confronto con le sue posizioni mi rende molto felice, e mi riempie di speranze in quanto non sono molte le persone dotate di una simile arguzia. Spero che un simile spirito critico venga usato anche nella sua quotidianità, e nell’analisi delle ingiustizie che ci vengono mostrate (o non mostrate).
Detto questo mi presto a rispondere, o per meglio dire a far chiarezza.
L’applicazione della scienza alla realtà non deve ricoprire ogni ambito esistenziale, esistono caratteristiche umane che non possono essere formalizzate come lei sostiene. Ma ciò che faccio è quello di applicare un’ analisi oggettiva alle azioni, in modo da garantire la civile convivenza. Non impongo dei canoni in base a dei valori come fanno partiti, o sacre istituzioni. Ma bensì cerco di spiegare il come distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato indipendentemente dalla religione, classe sociale, posizione economica ecc… . A tale proposito mi rifaccio all’incisione del celebre pittore spagnolo Francisco Goya “IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI”, attraverso la quale il pittore espresse una ferma condanna della superstizione, e soprattutto di ogni forma di sopraffazione. Soprafazione che come già detto precedentemente viene causata da coloro che manipolano l’informazione. Questo solo con il fine di far chiarezza.
Lei sostiene che io emuli in parte, lo stesso dispotismo che critico. Ma di fatto quando parlavo di ordine, intendevo qualcosa di strutturalmente nuovo. Mi ripeto, col rischio di sembrare logorroico, che l’ordine che intendo io non si basa sull’imposizione di valori. Affiancarsi a dei valori,i quali possono ritenersi anche classisti, pregiudica la visione della realtà. Ma ciò che faccio è quello di utilizzare un approccio alla realtà che si basi sul precedentemente già esposto, principio del danneggiamento. Di fatto infatti lei parlava di formalizzazione, ma tale formalizzazione è ben differente da un dispotismo.
Finché esisterà una persona in disaccordo con tale ordine, non potrà essere considerato come una valida soluzione? Si, è vero, ma esiste forse una soluzione che metta d’accordo circa 7 miliardi di persone?
Ciò che la mia utopistica soluzione cerca di fare, è quello di rendere felice il maggior numero di persone, ma ci sarà sempre chi non è contento. Inoltre, sostengo, sì che sia un ordine che non possa essere messo in discussione, ma poiché risulterà sempre un ordine gestito da uomini, l’errore potrà sempre avvenire, e la contestazione sarà sempre ben accetta. Soprattutto quando questa sarà portata avanti attraverso un analisi del problema che evidenzi le cause e le relative reazioni. Credo che un tale sistema, dia una notevole importanza alla contestazione, poiché così come l’ordine non può essere messo in discussione, se questo si realizza tramite analisi oggettiva delle problematiche, neanche la contestazione. Quindi sostengo che sia ancora possibile parlare di DEMOCRAZIA.
Passando all’ultimo punto, prima d’ogni cosa, le chiedo scusa per il fraintendimento, credevo che si definisse egoista in un ambito più generale di quello politico. Comunque sia, so benissimo di sembrare ridicolo nel sostenere che le persone possano cambiare a loro piacimento, ma vivo nell’ottimistica speranza che chiunque se messo di fronte al bene o al male, scelga il bene. Il problema è che non sempre è chiaro cosa sia l’uno o l’altro, per questo penso che le persone ostentino i loro i difetti come se fossero qualità.
Ciò che vedo come il peggior difetto del genere umano, che impedisce il progresso e la serenità è l’egoismo. Egoismo che lei giustifica in quanto a volte esistono persone che non meritano aiuto, ma ne necessitano. Così come vedo nell’egoismo il peggior difetto, nel’altruismo io vedo il miglior pregio del genere umano, altruismo che si dedica ad aiutare chi ne necessita senza porsi troppi problemi sul come e sul perché. Nonostante ciò la invito ad analizzare il problema napoletano con maggior attenzione, le persone che protestavano non sono i responsabili del disagio che sopportano. I responsabili sono gli amministratori regionali, e provinciali e non di certo il cittadino che vede protestare, e nel caso lei possa obbiettare che in un sistema democratico i responsabili vengono scelti dal popolo, le dico che ciò non avviene in Italia, e nel caso avvenisse non credo che l’altra alternativa si sarebbe comportata in modo differente. Il problema napoletano è quello di una città che muore giorno dopo giorno, a causa di una quantità smisurata di problemi che ignorantemente molte persone sostengono derivanti da un problema culturale del popolo napoletano stesso. E’ necessario invece che le istituzioni facciano pesare la loro presenza, al fine di ristabilire un ordine, per la soluzione di un problema che a mio avviso non è territoriale ma nazionale, che richiama quindi tutti all’intervento!!!!
Buon proseguimento dal tizio vestito di rosso!!
Salve,
stavo cercando nella grande rete un aiuto alla mia sete di conoscenza sugli urti anelastici, quando il destino ha fatto che finissi in questo intrigante sito.
Ma secondo me se oggi pioveva era pure meglio.
Sempre vostro, Matro.
Beh si potrebbe chiedere a tizio vestito di rosso quali vantaggi potrebbero portare a noi uomini gli urti anelastici…magari lui riesce a darci una spiegazione saggia e soddisfacente dal momento che crede che i limiti dell’uomo divengano tali solo nel momento in cui si ammette di averli…
Signor blackdressedman, nonostante il suo commento risulti essere puramente sarcastico la rispondero seriamente. Sì, applico una sorta di analisi matematica alla società, ma non per questo devo credere che siano due cose uguali. La società si basa sulla struttura della mente umana, la quale per molti versi, non è logica, o per meglio dire va oltre al tradizionale approccio razionale che si ha nei confronti della scienza. Si sottolinea quindi come la sua battutta risulti essere del tutto fuori luogo. Inoltre mi permetto di aggiungere a quanto detto precedentemente che quello che si cerca di fare è di realizzare un modello ideale, e come tutti i modelli ideali si differenziano molto da quelli reali. Lei si chiderà per quale motivo mi metto a descrivere qualcosa che in realtà non potra mai esistere? Per il semplice motivo che io credo che oggi giorno le persone non sappiano più cosa sia giusto o cosa sia sbagliato (sto solo esponendo il mio punto di vista a riguardo con estrema umiltà, non creda che mi doti di tale arroganza da poter dire che il mio modello è il migliore). In ogni caso, le consiglio di verificare i vantaggi degli urti anelastici attraverso un’esperimento. Provi a prendere a testate un muro o ad un albero per qualche ora, fino a quando non gli esplodera la testa, e in tal caso le assicuro che ci avrà regalato un grandissimo vantaggio!! Ovviamente SCHERZO.. Era solo una battuta(di pessimo gusto tra l’altro), sappia che la stimo moltissimo, credo che nella mia ipotetica società lei sarebbe un cittadino modello (non che in questa non lo sia) anche se non la condivide.
Buon prosseguimento dal tizio vestito di rosso!!!!
PS: chi conta?
Giusto…condivido!!!