Archive for Aprile, 2008


REGIME

Posted by tizio vestito di rosso
In Presentazioni
14Apr 08

Regime: s’ intende un sistema di controllo sociale, ovvero, più specificamente, una forma di governo, specialmente quando è strettamente correlata ed identificata con una personalità politica che vi assume un ruolo dominante.
Definizione della parola Regime presa dal dizionario. Si è sotto un regime quando principalmente vengono limitate delle libertà elementari, che possono avere come conseguenza (anche come lontana conseguenza) quella di mancar meno al potere di un governo.
Esiste un Regime quando la tua libertà di parola viene limitata.
Esiste un Regime quando la verità viene nascosta.
Esiste un Regime quando una persona ( o un gruppo di persone) gode di maggiori liberta rispetto ad un’altra(o altre).
Esiste un Regime quando esistono dei cittadini di serie a e di serie b.
Esiste un Regime quando una forza vincolata ad un territorio decide quello che è giusto fare anche in territori non suoi, cercando di trarne i massimi vantaggi.
Esiste un Regime quando chi si presta al facile controllo del potere viene premiato.
Esiste un Regime quando chi cerca la verità, chi la mostra, viene punito.
Esiste un Regime quando nel nascondere la colpevolezza di qualcuno si cerca un capro espiatorio, per poter dormire sogni tranquilli.
Esiste un Regime quando si danno maggiori diritti ad alcuni, senza che questi abbiano adempito in modo particolare (ne in base alla qualità, ne in base alla quantità) a dei doveri.
Esiste un Regime quando chi è nella posizione di contestare il governo, lo appoggia sempre.
Esiste un Regime quando la voce di chi soffre viene soffocata.
Esiste un Regime quando il potente non cambia nome, cognome e volto.
Esiste un Regime quando qualcuno è nella posizione di poterti giudicare, senza conoscerti, con estrema superficialità, attivando delle conseguenza determinanti per il tuo futuro.
Esiste un Regime quando degli uomini si dimenticano di aver dignità, e arrivano al punto di sembrare ridicoli, per timore del potente.
Esiste un Regime quando degli uomini si sentono nella posizione di far proprie aziende, pensieri, vite di altri.
Esiste un Regime quando degli uomini possono raccontare assurdità senza che qualcuno gli contesti.
Esiste un Regime ogni qual volta hai paura di dire ciò che pensi (in una forma corretta), per timore.
Esiste un Regime quando qualcuno è immune dalle regole alle quali tu sei costretto sottostare.
Esiste un Regime quando esistono due tipi di onestà, la tua, e quella dei disonesti.
Ma non esisteva il Regime quando hai scelto il Regime, invece della democrazia.
Ho la sensazione che ben presto capiremo cos’è un Regime!!!
Buon proseguimento dal Tizio Vestito di Rosso!!!


IMMIGRAZIONE? … illusione…

Posted by tizio vestito di rosso
In Punto di vista
8Apr 08

INTRODUZIONE 

Questo che vi apprestate a leggere è un articolo provocatorio, che mette in luce la mia visione riguardo ad una problematica che un normale stato del 21°secolo dovrebbe saper affrontare in modo più sereno.
Il fine di questo articolo, è quello di chiarire una volta per tutte il mio punto di vista riguardo a questo argomento, il quale non è mai stato chiaro a causa della sua complessità. Vi chiedo dunque di leggere con attenzione e di rendere conto del vostro punto di vista. (Modestamente)Credo che questa sia una visione dell’argomento molto diversa rispetto a quella che siete soliti affrontare.
Buona lettura dal tizio vestito di rosso!!!
ARTICOLO
In questa recita che i media osano chiamare campagna elettorale si ritrova in diversi partiti uno slogan elettorale contro l’immigrazione.
Effettivamente, uno dei più grandi popoli di emigranti del mondo, si permette il lusso di non tollerare il proprio fenomeno immigrazione. Ma non è sul passato italiano che voglio avanzare la mia disquisizione, non sarebbe un’analisi oggettiva del problema.
L’immigrazione può essere vista principalmente in 2 modi:
- Una risorsa
- Un dramma
Una risorsa in quanto l’immigrati, rappresentano una forza lavoro, che spesso finisce con l’occupare posizioni troppo umili, tali da non essere più occupate dai cittadini.
Un dramma perché al fenomeno migratorio molti associano la criminalità.
La disquisizione si svolgerà sul confronto di queste distinte visioni del fenomeno, che per così dire “vanno per la maggiore”.
L’immigrazione è indubbiamente una risorsa. In ogni società una persona in più rappresenta forza lavoro in più, maggiore produzione, più denaro che circola, crescita economica. Così come per ogni cittadino, la crescita economica deve essere garantita dalla crescita dell’individuo, lo stesso deve accadere per l’immigrato, poiché dal momento in cui comincia a far parte della comunità della nazione in cui vive, segue gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri cittadini, concetto che possiamo definire quasi costituzionale.
Alla luce di ciò noi ritroviamo un forte contrasto con quanto accade nella nostra società. Quanti immigrati che non fanno lavori umili trovate in giro? Pochi!!! Ovviamente anche perché, la maggior parte di loro sono privi di una buona istruzione, caratteristica da considerarsi pregiudizievole se si vuole ambire a “buone” posizioni. Ma ciò a cui mi rifaccio io, è il pregiudizio di diverse persone nei confronti del diverso.
In quanti colloqui di lavoro per buone posizioni il “diverso” viene scelto? C’è chi sospetta che mi stia sognando tutto, ma quante aziende sono disposte a scegliere un immigrato rispetto ad un cittadino, quando questi stanno sullo stesso livello? (rispondete voi). Alla luce di ciò, è eloquente l’espressione del candidato premiere di uno dei tanti partiti in una trasmissione televisiva , che sostenendo che l’immigrazione è una risorsa, utilizzava come argomentazione il fatto che l’immigrato venisse qui per fare lavori umili quali il badante, colf, ecc… lavori non fatti più dagli italiani. Senza preludere al fatto che qui l’immigrato può anche apprendere, dimenticando quindi che l’Italia è culla della conoscenza, dell’arte, della scienza. Grandi menti del passato provengono dalla nostra terra, dando prestigio ad università, istituti artistici e quant’altro. Perché non accennare alla condivisione di ciò con chi viene da fuori? Perché non permettere all’immigrato di crescere all’interno della nostra società, potendo disporre dei migliori mezzi, mezzi che rendono unico il nostro paese? Nella mia breve esperienza londinese, ho potuto toccare con mano, l’importanza di un simile approccio all’immigrazione. Persone provenienti da tutto il mondo erano pronte a mettere a disposizione la miglior cosa che l’uomo possiede ovvero la “testa”, per una nazione diversa da quella natale, chiedendo soltanto di poter usufruire di mezzi che nella nazione natale, non avrebbero avuto. Il che può essere inteso come uno dei tanti segreti della forza del Regno Unito. Insomma basta prendere la cosa dal verso giusto.
L’immigrazione è una risorsa sfruttiamola, investiamoci sopra!!!
Andiamo ora ad analizzare la seconda visione, ovvero quella del dramma criminalità.
Prima di procedere, premetto che è necessario distinguere l’immigrazione regolare da quella clandestina.
Immigrazione clandestina, significa immigrazione non controllata,la quale è un disagio per la società che non può “sfruttare” a pieno le capacità della persona, ed è un disagio della persona stessa che non può ottenere i diritti che lo stato è solito concedere. Di fatto vengono a mancare i diritti così come vengono a mancare i doveri. Alla luce di una posizione d’impossibilità di seguire la via della legalità, nella condizione di clandestinità ,è facile, estremamente facile cadere nell’illegalità. Non mi dilungo quindi nel dire che è necessaria una immigrazione controllata(per dire questo era necessario fondare un partito?).
Detto questo, sappiamo benissimo che in tutte le nazioni del mondo la criminalità, quella degli scippi, delle rapine, ecc.. è un attività che è solita essere svolta da chi appartiene alle classi deboli. Classi povere della società che vivono in condizioni di miseria tali da indurli a compiere azioni contro il buon senso comune. Quindi possiamo dire che la maggior parte delle persone che delinquono, sono povere, e che come succede nel nostro paese buona parte dell’immigrazione inizia a corrispondere con le classi di povertà (per povertà intendo, quella povertà che ti fa dire, oggi non so dove dormirò, oggi non so dove mangerò; differente da quella povertà che dice, come pagherò le bollette, il mutuo ecc…).
Il problema dunque dell’immigrazione, spesso affiancata alla parola criminalità è dovuto al fatto che chi viene qui da noi, pieno di speranze, per crearsi un futuro dignitoso è senza niente. Senza patrimonio immobiliare e tanto meno mobiliare, senza appoggi di parenti pronti ad aiutarli, insomma affronta la vita allo sbaraglio. In tale condizione, in uno stato che come il nostro non permette né la crescita dell’immigrato né quella del cittadino, è molto semplice cadere nel tranello della criminalità la quale spesso rappresenta facili guadagni in breve tempo, e per chi si è tolto ogni inibizione del rischio, è facile immaginare come può perseverare tale scelta, anche in presenza di opzioni legali. Detto questo la soluzione è semplice, realizzare una immigrazione controllata, ovvero far entrare nel paese un numero di persone limitato ,in modo da poter garantire tutti servizi necessario, che sia in grado di utilizzare i mezzi utilizzati dal nostro paese per crescere. Come OGNI PAESE CIVILE FA’. Inoltre garantire un welfare dignitoso sia al cittadino che all’immigrato senza distinzioni, poiché dal momento in cui si fa parte di un sistema, come già detto e ribadito si hanno dei diritti e dei doveri in egual misura degli altri cittadini.
E ora dico, per dire queste cose, condivisibili dal buon senso comune era necessario fare un partito che sull’esaltazione di queste futilità ne facesse la propria ragione d’esistenza?… se sì questo è un partito che desidera strumentalizzare tale visione, per portare le masse a condividere una linea XENOFOBA.
E’ una indecenza che partiti del genere, possano ancora esistere, e possano trovare un così largo assenso. E’ necessario aprire gli occhi e dire che si vuole diventare un paese civile e democratico, almeno quanto le altre nazioni europee (le quali avendo seppur un’applicazione democratica migliore della nostra, sono ben lontane dal concetto teorico di democrazia), e prendere le distanze dal bigottismo che aleggia nell’ignoranza comune.
Buon proseguimento dal tizio vestito di rosso!!!


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