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Archive for the 'Punto di vista' Category
Posted by tizio vestito di rosso
INTRODUZIONE
Da quanto tempo mancavo. Devo ammettere che in questi ultimi mesi ho avuto poco tempo, e in quel poco tempo che ho avuto, ho provato a buttare giù qualcosa. Ma mi sembrava un’operazione impossibile.
Forse perché ho perso le speranze, forse perché il popolo che è sovrano, ha scelto chi non avrei voluto che scegliesse. Ma dopo tutto le speranze sono le ultime a morire, e mi ritrovo qui a raccontarvi un’altra mia bella storia.
Ammetto di aver accantonato il progetto iniziale della descrizione del rapporto di analisi oggettiva alla società, ma purtroppo i turbamenti socio economici di questi tempi mi portano a spostare l’attenzione su altro.
In questo articolo vi parlerò della paura, utilizzata dai potenti come strumento di controllo. Vi raccomando un attenta lettura, e come sempre sono pronto a raccogliere critiche, e opinioni differenti.
Grazie
Paura
Principalmente quando si parla di paura si parla di un’ emozione istintiva. Si ha paura quando si avverte una situazione di pericolo. Molto spesso la paura è legata all’incertezza, alla non conoscenza. Spesso si teme ciò che non si conosce (forse perché vorremo poter controllare ogni cosa).
Ad ogni modo la paura è legata ad una condizione di pericolo. Molti studiosi hanno dimostrato che quando si ha paura le potenzialità del nostro corpo aumentano. Immaginiamo di dover fare una corsa su 100 metri piani tranquilla, e un’altra con un animale feroce che c’insegue. Direi che con ogni probabilità si assumerebbe una velocità maggiore nel secondo caso. Così come quando si entra in luoghi spettrali iniziamo a sentire ogni piccolo rumore, in quanto il nostro udito diventa notevolmente più sensibile. Ovviamente tutte queste sono azioni non controllate, che funzionano come un riflesso condizionato. Dunque le azioni che si compiono in una condizione di paura risultano essere fuori dal nostro controllo, istintive.
Così come tutto ciò che istintivo, anche la paura esce dalla sfera della razionalità. La azioni che si commettono sotto l’effetto della paura spesso hanno poco di razionale.
Immaginiamo che quest’ultima possa essere indotta alla massa tramite qualche mezzo da terzi. E che la massa rispondi allo stimolo di paura tramite determinate azioni, facilmente prevedibili.
Immaginiamo che questi terzi siano delle persone che propongono soluzioni al problema della paura, con una certa insistenza. Una volta indotta la paura, le persone senza troppi dubbi, si rivolgeranno a questi.
Utilizzare la paura per assumere il controllo dell’opinione pubblica,sembra uno dei complicati piani di Prof per conquistare il mondo (personaggio degli animeniax, celebri cartoni della Warner).
Eppure è un piano geniale; dopo tutto Prof era un genio, con un corpo piccolo… (ricorda qualcuno?).
Ma dopo tutto queste sono solo focalizzazioni su informazioni di dominio pubblico, passiamo ai fatti.
E precisamente andiamo oltre oceano, andiamo nei cari Stati Uniti d’ AMERICA, il paese più democratico del mondo; Il paese in cui ognuno può trovarsi un lavoro dignitoso, e una moglie che lo aspetta ogni sera con la cena a tavola. Il paese in cui si passano le domeniche allo stadio a vedersi le partite di Baseball con la famiglia. Laddove si fa tutto in grande, dove esista un’uguaglianza vera, dove bianchi e neri, uomini e donne sono nello stesso piano. Dove non esistono i poveri, dove tutti sono felici (cogliete l’ironia). Bene in questo bellissimo paese, esiste chi controlla, la paura per mettere strane pressioni al popolo, per assorbirne il consenso.
Un giorno, 2 aerei si scontrano contro 2 grattacieli, i 2 grattacieli più famosi del mondo: LE TWIN TOWERS.
Si parla subito di attentato terroristico, pochi mesi dopo si fa una guerra contro un paese controllato dai presunti attentatori. E di fatto si entra in possesso di quel territorio. Dopo un anno, si dice che un altro paese, è in possesso di potentissime armi che possono creare morte all’interno degli Stati Uniti, ed ecco che si fa un’altra guerra per paura. O meglio, per paura alla luce del popolo, per i potenti la guerra aveva dei chiari scopi economici.
Cavolo, sti americani, hanno messo a tacere l’opinione pubblica, inventadosi la presenza di armi di distruzioni di massa in IRAQ. Mica stupidi…
Eh già… Ma a questo punto mi medesimo in un americano che sente queste “ilazioni” pronunciarsi, e mi rispondo: “Ma proprio tu parli che vivi in italia?”.
E in effetti noi del bel paese abbiamo poco da guardare oltre. Noi che viviamo in un paese dove si sono vinte le elezioni per la paura.
Nel periodo elettorale si continuava a mostrare situazioni di famiglie messe alla fame; In diversi telegiornali si sono inaugurate diverse rubriche (ora sparite), in cui si mostrava la gente che andava a far la spesa e che non arrivava alla fine del mese, mostravano i sacrifici che molte famiglie erano costrette fare, e come colonna sonora, si avvertiva la sensazione che qualcuno stesse dicendo: ”Mannaggia a Prodi, che ha aumentato le tasse “. E puntualmente dall’altra parte c’era chi urlava, “meno tasse per tutti!!!”.
Lo stesso per il problema della sicurezza, in cui si continuava a mostrare i danni compiuti dall’immigrati. E dall’altra parte c’era chi come gli omini VERDI, continuava a puntare il dito contro questa categoria.
In poche parole, la campagna elettorale è stata fatta tramite un bombardamento mediatico che induceva le persone a votare per un partito piuttosto di un altro.
Da notare il fatto che sotto questo bombardamento mediatico ha colpito anche chi non aveva problemi, ne per la sicurezza, ne per il caro vita, si sentiva semplicemente minacciato, aveva PAURA!!!
E la paura come detto prima ci costringe a fare azioni irrazionali. Se avessimo usato la testa, forse avremmo capito che quel signore avrebbe solo peggiorato la sicurezza, andando contro chi ha il dovere di gestire il potere giuridico dello stato.
Ma in tutto nel mondo si fanno guerre per paura, se analizziamo la storia troviamo esempi simili a palate. Noi che alle competizioni ci teniamo, non vorremo mica perdere anche questa.
La paura, genera odio, genera guerra, e arricchisce i furbi.
Concludo con un allegro video, di Mignolo e Prof, per chi non li conoscesse :
Adesso Prof, chi vi ricorda?
Posted by tizio vestito di rosso
INTRODUZIONE
Questo che vi apprestate a leggere è un articolo provocatorio, che mette in luce la mia visione riguardo ad una problematica che un normale stato del 21°secolo dovrebbe saper affrontare in modo più sereno.
Il fine di questo articolo, è quello di chiarire una volta per tutte il mio punto di vista riguardo a questo argomento, il quale non è mai stato chiaro a causa della sua complessità. Vi chiedo dunque di leggere con attenzione e di rendere conto del vostro punto di vista. (Modestamente)Credo che questa sia una visione dell’argomento molto diversa rispetto a quella che siete soliti affrontare.
Buona lettura dal tizio vestito di rosso!!!
ARTICOLO
In questa recita che i media osano chiamare campagna elettorale si ritrova in diversi partiti uno slogan elettorale contro l’immigrazione.
Effettivamente, uno dei più grandi popoli di emigranti del mondo, si permette il lusso di non tollerare il proprio fenomeno immigrazione. Ma non è sul passato italiano che voglio avanzare la mia disquisizione, non sarebbe un’analisi oggettiva del problema.
L’immigrazione può essere vista principalmente in 2 modi:
- Una risorsa
- Un dramma
Una risorsa in quanto l’immigrati, rappresentano una forza lavoro, che spesso finisce con l’occupare posizioni troppo umili, tali da non essere più occupate dai cittadini.
Un dramma perché al fenomeno migratorio molti associano la criminalità.
La disquisizione si svolgerà sul confronto di queste distinte visioni del fenomeno, che per così dire “vanno per la maggiore”.
L’immigrazione è indubbiamente una risorsa. In ogni società una persona in più rappresenta forza lavoro in più, maggiore produzione, più denaro che circola, crescita economica. Così come per ogni cittadino, la crescita economica deve essere garantita dalla crescita dell’individuo, lo stesso deve accadere per l’immigrato, poiché dal momento in cui comincia a far parte della comunità della nazione in cui vive, segue gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri cittadini, concetto che possiamo definire quasi costituzionale.
Alla luce di ciò noi ritroviamo un forte contrasto con quanto accade nella nostra società. Quanti immigrati che non fanno lavori umili trovate in giro? Pochi!!! Ovviamente anche perché, la maggior parte di loro sono privi di una buona istruzione, caratteristica da considerarsi pregiudizievole se si vuole ambire a “buone” posizioni. Ma ciò a cui mi rifaccio io, è il pregiudizio di diverse persone nei confronti del diverso.
In quanti colloqui di lavoro per buone posizioni il “diverso” viene scelto? C’è chi sospetta che mi stia sognando tutto, ma quante aziende sono disposte a scegliere un immigrato rispetto ad un cittadino, quando questi stanno sullo stesso livello? (rispondete voi). Alla luce di ciò, è eloquente l’espressione del candidato premiere di uno dei tanti partiti in una trasmissione televisiva , che sostenendo che l’immigrazione è una risorsa, utilizzava come argomentazione il fatto che l’immigrato venisse qui per fare lavori umili quali il badante, colf, ecc… lavori non fatti più dagli italiani. Senza preludere al fatto che qui l’immigrato può anche apprendere, dimenticando quindi che l’Italia è culla della conoscenza, dell’arte, della scienza. Grandi menti del passato provengono dalla nostra terra, dando prestigio ad università, istituti artistici e quant’altro. Perché non accennare alla condivisione di ciò con chi viene da fuori? Perché non permettere all’immigrato di crescere all’interno della nostra società, potendo disporre dei migliori mezzi, mezzi che rendono unico il nostro paese? Nella mia breve esperienza londinese, ho potuto toccare con mano, l’importanza di un simile approccio all’immigrazione. Persone provenienti da tutto il mondo erano pronte a mettere a disposizione la miglior cosa che l’uomo possiede ovvero la “testa”, per una nazione diversa da quella natale, chiedendo soltanto di poter usufruire di mezzi che nella nazione natale, non avrebbero avuto. Il che può essere inteso come uno dei tanti segreti della forza del Regno Unito. Insomma basta prendere la cosa dal verso giusto.
L’immigrazione è una risorsa sfruttiamola, investiamoci sopra!!!
Andiamo ora ad analizzare la seconda visione, ovvero quella del dramma criminalità.
Prima di procedere, premetto che è necessario distinguere l’immigrazione regolare da quella clandestina.
Immigrazione clandestina, significa immigrazione non controllata,la quale è un disagio per la società che non può “sfruttare” a pieno le capacità della persona, ed è un disagio della persona stessa che non può ottenere i diritti che lo stato è solito concedere. Di fatto vengono a mancare i diritti così come vengono a mancare i doveri. Alla luce di una posizione d’impossibilità di seguire la via della legalità, nella condizione di clandestinità ,è facile, estremamente facile cadere nell’illegalità. Non mi dilungo quindi nel dire che è necessaria una immigrazione controllata(per dire questo era necessario fondare un partito?).
Detto questo, sappiamo benissimo che in tutte le nazioni del mondo la criminalità, quella degli scippi, delle rapine, ecc.. è un attività che è solita essere svolta da chi appartiene alle classi deboli. Classi povere della società che vivono in condizioni di miseria tali da indurli a compiere azioni contro il buon senso comune. Quindi possiamo dire che la maggior parte delle persone che delinquono, sono povere, e che come succede nel nostro paese buona parte dell’immigrazione inizia a corrispondere con le classi di povertà (per povertà intendo, quella povertà che ti fa dire, oggi non so dove dormirò, oggi non so dove mangerò; differente da quella povertà che dice, come pagherò le bollette, il mutuo ecc…).
Il problema dunque dell’immigrazione, spesso affiancata alla parola criminalità è dovuto al fatto che chi viene qui da noi, pieno di speranze, per crearsi un futuro dignitoso è senza niente. Senza patrimonio immobiliare e tanto meno mobiliare, senza appoggi di parenti pronti ad aiutarli, insomma affronta la vita allo sbaraglio. In tale condizione, in uno stato che come il nostro non permette né la crescita dell’immigrato né quella del cittadino, è molto semplice cadere nel tranello della criminalità la quale spesso rappresenta facili guadagni in breve tempo, e per chi si è tolto ogni inibizione del rischio, è facile immaginare come può perseverare tale scelta, anche in presenza di opzioni legali. Detto questo la soluzione è semplice, realizzare una immigrazione controllata, ovvero far entrare nel paese un numero di persone limitato ,in modo da poter garantire tutti servizi necessario, che sia in grado di utilizzare i mezzi utilizzati dal nostro paese per crescere. Come OGNI PAESE CIVILE FA’. Inoltre garantire un welfare dignitoso sia al cittadino che all’immigrato senza distinzioni, poiché dal momento in cui si fa parte di un sistema, come già detto e ribadito si hanno dei diritti e dei doveri in egual misura degli altri cittadini.
E ora dico, per dire queste cose, condivisibili dal buon senso comune era necessario fare un partito che sull’esaltazione di queste futilità ne facesse la propria ragione d’esistenza?… se sì questo è un partito che desidera strumentalizzare tale visione, per portare le masse a condividere una linea XENOFOBA.
E’ una indecenza che partiti del genere, possano ancora esistere, e possano trovare un così largo assenso. E’ necessario aprire gli occhi e dire che si vuole diventare un paese civile e democratico, almeno quanto le altre nazioni europee (le quali avendo seppur un’applicazione democratica migliore della nostra, sono ben lontane dal concetto teorico di democrazia), e prendere le distanze dal bigottismo che aleggia nell’ignoranza comune.
Buon proseguimento dal tizio vestito di rosso!!!
Eccomi qua ad approffondire un argomento spinoso : la politica italiana. Per parcondicio non discuterò di nessun schieramento, ma proporrò degli spunti sulla situazione in cui siamo. I nostri rappresentanti, in primis, non sono stati nominati da noi e questo è già uno scandalo. Tutti parlano di democrazia ma in Italia siamo di fronte ad un oligarchia, dove noi espriamiamo il nostro diritto di voto ad uno schieramento e poi il “potente” di turno decide chi saranno i suoi fantocci. Questo deve essere il primo cambiamento per portare la libertà nel nostro amato paese.
Altro punto spinoso : lo stato di depressione della gente. Siamo di fronte al malcontento generale. Chi ci governa fa i propri interessi e cerca di guadagnare più che può nel breve e sottolineo breve periodo di permanenza al governo. E qui comincia il problema grave dal quale dobbiamo porci un grosso interrogativo, ma i nostri rappresentanti servono per migliorare tutti o solamente loro stessi ?
Questo grosso problema si ripercuote notevolmente sulla scelta dell’elettorato, dove noi dobbiamo votare il “meno peggio” e non il gruppo / partito che ha le idee migliori, perchè una volta al potere ognuno cerca sempre di ottenere il massimo per il proprio portafoglio.
Per risollevarci servirebbero molte facce nuove e non sempre la solita minestra riscaldata. Qui il problema si fa molto grande, i politici sono una casta intoccabile alla pari di avvocati e notai. E’ impossibile nel nostro paese vedere persone di 30-35 anni come candidati premier. In italia l’età giusta è dai 50 anni in su. Cosa ce ne facciamo di tanti personaggi che vanno verso la pensione ? Mandiamoli a farsi una partita a carte al bar, creerebbero meno danni.
Fin qui abbiamo discusso delle caratteristiche che dovrebbe avere una nuova realtà, ma manca un dettaglio fondamentale, come dovrebbe essere ?
Innanzitutto servono persone competenti, diplomati o laureati per intenderci, e non degli idioti che non sanno cosa costa 1 kg di pane o 1 litro di benzina.
Questi personaggi dovrebbero appartenere a varie classi e non essere i presidenti di questa o quest’altra compagnia o amici degl amici di quello che ci stava prima al governo.
Serve gente pulita, senza precedenti o cause penali pendenti ( fregandocene della Costituzione dove fino alla sentenza sfavorevole del CSM si è sempre innocenti ).
Sarebbe ora di finirla anche con la miriade di privilegi che hanno, dovrebbero capire che vivono sulle spalle di tutti. La nostra democrazia costa oltre un miliardo di euro all’anno. Nemmeno negli Stati Uniti ( prima potenza mondiale) e in Cina ( prima potenza numerica ) si arriva a spendere così tanto. Siamo sempre primi per record negativi.
In un periodo di così grande crisi dovremmo comunque affidarci al “vecchio” nella speranza che non ci ammazzi con tasse o leggi porcherie ( vedi legge Biagi ) e soprattutto che prenda pochi impegni ma li mantenga. Serve molto tempo per rimediare ai danni fatti nei precedenti 50 anni di governo da persone incompententi e nate solo per rubare agli altri.
La speranza che qualcosa stia cominciando a muoversi c’è, ma bisogna giocare a carte scoperte senza avere paura di niente e soprattutto bisogna credere in noi stessi. Il nostro paese ha una grande forza popolare e deve esprimerla. Bisogna lasciare spazio ai giovani per sperare in un futuro migliore, dare il giusto spazio alle persone esperte ed eliminare gli incompenti e i ladri.
Così si ottiene uno stato libero, felice, economicamente tranquillo e che non fa figure di merde in tutto il globo con le contraddizioni che abbiamo.
Posted by tizio vestito di rosso
Società e Industria
Questo è il primo articolo in cui non parlo dell’oggettività, ma mi limito ad esprimere la mia opinione riguardo ad una delle principali risorse di una società, ovvero l’industria.
Noi tutti sappiamo che esistono multinazionali che fatturano centinaia di migliaia di euro, che si comportano in modo sleale, sfruttando i deboli, senza fermarsi neanche di fronte a guadagni spaventosi.
Se si chiede ad una persona normale: “Cosa se ne farebbe di 30 milioni di euro?”, quella persona ci penserebbe, per diverso tempo, e probabilmente nella maggior parte dei casi la sua risposta sarebbe: “Non saprei come spenderli”.
Ma esistono delle multinazionali che arrivano a 100 mila milioni di euro, e dicono, non ci bastano.
La volontà di voler produrre senza accontentarsi porta queste fabbriche di bibite, cioccolata, vestiti ecc… ad essere fabbriche di morte. La loro morale è sfruttiamo il terzo mondo per regalare sorrisi e gioie nelle nostre terre. Questo è il nuovo imperialismo, imperialismo che non viene portato avanti da imperatori ma da ricchi industriali borghesi, spinti da un forte sentimento di egocentrismo,che realizza la loro superiorità.
Non esistono limiti!!!
La vera industria è quella che reinveste i suoi introiti, la vera industria è quella che guadagna per migliorare la società in cui agisce e non per peggiorarla.
Un esempio lampante è quello dell’industria informatica indiana,la quale divenuta la numero 1 al mondo, si concede “il lusso” di investire il 30% dei suoi introiti sulla formazione del personale, con il felice risultato che l’india sforna 400mila ingegneri informatici, già pronti e competitivi per entrare nel mercato del lavoro.
(Motivo per il quale, un ingegnere informatico italiano , o di qualsiasi altra parte del mondo, avrà vita dura, nel confrontarsi con chi ha subito la fame!!! )
Tale politica, non appartiene solo al settore informatico, ma a tutti ai settori in sviluppo nel paese indiano, che comporta al fatto che circa 20 milioni di persone l’anno passano dalla fascia povera alla fascia media della popolazione. Tutto questo perché l’industria interviene nel sociale!!!! (se volete approfondire il discorso vi consiglio di leggere ”La speranza Indiana” di Federico Rampini)
Se l’industria non si attiva nel sociale non c’è futuro, non si danno speranze e non c’è progresso.
Così come avrete potuto intuire che io non condivido tutto ciò che è fine a se stesso, che quindi si rifà alla sfera dell’egoismo, io apprezzo ciò che si rifà all’altruismo, fine a dare equilibrio all’interno della società.
Esistono aziende che intervengono nel sociale, e altre ne realizzano la distruzione (anche se la società non è la vostra). Ma noi possiamo punire le società che attuano comportamenti sleali, poiché loro sono in nostro potere, NOI SIAMO I CONSUMATORI. Dunque, l’unica azione che ci resta da fare, è il boicottaggio.
Vedetela così, è una delle poche occasioni che avete per essere protagonisti della giustizia, è un peccato sprecarla!!!
Vi lascio a questo breve documentario: PREDATORI GLOBALI tratto dalla trasmissione Rai: “C’era una volta”:
clicca qui
Sono costretto a darvi il link perché pubblicare questo video, sul blog è un’azione illegale, ai sensi dell’articolo bla bla bla.. insomma la solita storia sul copyright. In ogni caso guardatelo!!!
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