C’era una volta il buon senso
Buon senso, insieme delle azioni, dei pensieri comunemente ritenuti positivi.
Buon senso è aiutare il prossimo.
Buon senso è avere un aspetto decoroso.
Buon senso è non dire parolacce.
Buon senso è non discriminare.
Buon senso è pagare le tasse.
Buon senso è non uccidere.
Buon senso è non rubare.
Buon senso è rispettare le culture,religioni diverse dalla tua…..
Alla sfera del buon senso si rifanno mille altri comportamenti, azioni e pensieri. Il buon senso nasce in età infantile quando i tuoi genitori ti dicono che mangiarti le caccole è sbagliato, che mangiare a bocca aperta è sbagliato o quando la maestra ti dice che non bisogna alzare la gonna delle compagne di classe.
Ultimamente però, si avverte nell’aria la mancanza di questo buon senso, o meglio una sua mutazione in cattivo senso. Bisogna far presente che un principio antico quanto la storia dell’uomo è quello del contraccambio, e se siete lettori di Fullmetal Alchemist come il sottoscritto capireste che sto parlando della legge dello scambio equivalente. Ma semplifichiamo il tutto con il vecchio detto biblico “occhio per occhio, dente per dente”. Seguendo questa filosofia, ormai ben iniettata tra i canoni del comportamento umano, fin dall’età infantile, ci si rende conto che assume la forma di una giustificazione per assumere comportamenti sbagliati. Immaginiamo che un gruppo di ragazzini, venga bombardato da continue notizie che raccontano di Stranieri, quindi “Diversi”, che uccidono, stuprano, spacciano e quant’altro. Questi ragazzini ,mossi da una profonda ignoranza, sentiranno un credito nei confronti del diverso, che cercheranno di “riscuotere”, ed ecco che si sente dei ragazzini che picchiano il Cinese a Roma. In parole più semplici, vendetta. Una vendetta generalizzata nei confronti di chiunque, soddisfi le caratteristiche del creditore. Questo contraccambio, non si avverte solo nello sfociare di azioni xenofobe, ma in ogni ambito. Pensiamo ai provvedimenti antifanulloni del “piccolo” ministro Brunetta. Ovviamente lo stato, rappresentato dal ministro gode di una situazione di credito nei confronti di molti lavoratori che assumendo comportamenti scorretti, danneggiano la produttività (se di produttività si può parlare) dello stato. Questo credito, viene riscosso nei confronti di tutti i lavoratori del settore pubblico, attraverso la negazione (o per meglio dire limitazione) di alcuni diritti. E questo è quello che succede anche con i tagli dell’istruzione pubblica. Una serie di tagli, limitazioni, impedimenti indiscriminati. In realtà credo che queste azioni del governo, vengano solo giustificate, con la generalizzazione del principio del contraccambio, ma che in fondo ci sia una chiara matrice ideologicamente CAPITALISTA, che spinga nel privatizzare l’amministrazione pubblica,e al trasformare le università in fondazioni, col fine di creare un’istruzione classista.
Ma allora, dov’è finito il buon senso, che spingeva le persone in piazza a protestare vivacemente? Dov’è finito il buon senso di fronte ad una legge passata l’altro ieri in parlamento che consente la creazione di classi per soli bimbi extracomunitari, distruggendo tutte quelle che possono essere le premesse per una sana integrazione? e il buon senso di fronte alle impronte che vengono prese ad alcuni bambini, solo perché di etnia rom? …
Non siamo ancora in un regime di terrore, dove la voce di protesta viene repressa duramente, non lo è ancora diventato, non c’è motivo per starsene zitti se non….
Se non il fatto che queste scelte, che queste assurde posizioni sono condivise dalla gran parte dell’opinione pubblica sulla quale possiamo trovare qualsiasi scusante, per continuare a sperare. Possiamo dire che tutti si sono rincoglioniti per la televisione, che sono tutti terrorizzati, e che questo terrore ha creato un cattivo senso comune. Quello che una volta, era notoriamente sbagliato oggi ammette giustificazioni, oggi diventa una cosa che può passare inosservata. Oggi non ci stupiamo se dei poliziotti picchiano e maltrattano un giovane studente di colore a Parma. Oggi non ci stupiamo, se si uccide la ricerca, se si uccide il futuro, uccidendo l’istruzione pubblica.
Di fronte a questo cattivo senso, quale speranza possiamo avere noi, vecchi, arrugginiti tutori del buon senso, che oggi veniamo descritti come dei COMUNISTI MANGIA BAMBINI, giusto perché, chiunque vada contro, dev’essere COMUNISTA.
Noi noiosi pazzi deliranti, che speranza possiamo avere? Arrivati a questo punto, direi che la soluzione, è un biglietto dell’aereo (non Alitalia), per qualche lontana e migliore meta estera.
Buon proseguimento dal tizio vestito di rosso, oggi tutore del buon senso.
Ciò che è fondamentale in una società che si possa definire giusta è l’equità. Il principio di equità è fondamentale per raggiungere lo stato di equilibrio, ovvero di quiete. L’equità attribuisce a tutti gli elementi della società uno stesso peso, ma ciò potrebbe distruggere il progresso. Ciò che è elementare è che in una ipotetica società equa, dove ogni elemento viene retribuito nello stesso modo, viene a mancare l’ambizione, e si creano tante passioni. Le passioni sono forvianti, e conformizzanti, sono soggette a correnti di moda, prive di idee, di spirito professionale. Dunque la società equa elimina la facoltà di eccellere. Essa va modificata, ma come?
Semplicemente dando a tutti la possibilità di arrivare dove si desidera. partendo dallo stesso livello.L’uomo potrà eccellere in base si alle sue abilità, derivanti da un contesto genetico, ma soprattutto dalla sua volontà. Più grande sarà la voglia di realizzarsi e maggiore sarà la lunghezza del passo che lo porterà a raggiungere il suo obbiettivo.
Ciò che bisogna fare è garantire un minimo dignitoso per tutti, creare un Welfare, vero, che funzioni. Un Welfare che non si limiti a far sopravvivere le persone ma a farle vivere. E gioire dei frutti della vita.
Questa è una società equa che non distrugge, una società che rende ogni uomo direttamente responsabile della sua posizione. Una società in cui non conta il nome, il luogo di provenienza, il denaro che si possiede, ma conta chi siamo noi, cosa siamo in grado di fare. Una società che si basi sulla meritocrazia che non distrugga i mediocri e i deboli. Il mutuo soccorso è basilare in ciò. Uomini che si aiutano fra di loro, mandano messaggi di fratellanza, di serenità e di dolce vita. Non è questo che cerchiamo, non è questo che desideriamo, non vogliamo la felicità?
E quale modo più semplice per raggiungere la felicità che mettere in alto il più grande sentimento che l’uomo è in grado di provare. L’amore genera famiglia, altruismo e sorrisi.
La società equa garantisce il sorriso, agli onesti e ai deboli.
Questo è quello che desideriamo, ma questo è anche quello che ci vogliono impedire di costruire.
Chi ce lo vuole impedire? Il male, rappresentato da uomini egoisti,e indifferenti alle sofferenze, uomini che non sono pronti a rinunciare a quello che hanno per donare speranze concrete e sorrisi.
È una voragine che si allarga questa, l’oblio ci sta di fronte, l’azione ci salverà..
Agiamo e realizzeremo ogni nostro sogno!!! UN MONDO MIGLIORE SI PUO’ FARE!!
E vi lascio con un video tratto dal film di Charlie Chaplin il grande dittatore, il titolo di questo video si chiama: “DISCORSO ALL’UMANITA’”
Come già anticipato in precedenza la legge fondamentale a cui mi rifaccio è quella di causa effetto.
In natura ogni cosa tende all’equilibrio dalla chimica, alla fisica, in ogni scienza applicata l’equilibrio è fondamentale.
Quindi se si compie un’ azione che smuove l’equilibrio si avrà una reazione mirata al compensare, riportando il tutto in una situazione di nuovo equilibrio, che quindi non sarà uguale a quella iniziale.
L’azione iniziale si chiama causa e l’azione finale si chiama effetto (o reazione).
Quello che mi presto a fare è quello di applicare questa legge in un’analisi sociale.
In una società in cui esiste uno stato, quindi dove non ci si trova nello stato di natura (situazione di “anarchia” rifacentesi alle teorie politiche di Thomas Hobbes nel Leviathan), l’equilibrio è dato dalla civile convivenza degli individui. Qualora un individuo non dovesse rientrare nei canoni imposti dalla civile convivenza, lo stato interviene punendo l’individuo stesso.
Cercando di essere più schematici quello che otteniamo è che la causa è l’azione negativa dell’individuo, che esce dai canoni della civile convivenza, e che la reazione è l’intervento punitivo dello stato.
Il problema, dunque ora è quello di stabilire i canoni della civile convivenza tra gli individui.
Per stabilire ciò è necessario procedere attraverso una metodologia di analisi oggettiva. Per ogni azione che viene compiuta se ne analizza l’effetto, se questa ha danneggiato, è da ritenersi negativa.
Successivamente per decidere la proporzionalità delle azioni punitive dopo aver analizzato la gravità dell’effetto bisogna analizzare le cause, e vedere se le cause sono reazioni di altre azioni.
Sono finito come al solito, con il dilagare, ma quello che è importante sottolineare, è che la natura di per se rappresenta l’elemento regolatore, nella società questo è rappresentato dallo stato.
Oltre allo stato, che interviene in casi “estremi” la legge di causa effetto agisce in ogni ambito.
Concatenando tale principio nel tempo si ottiene che il presente è conseguenza del passato, il futuro del presente.
Si può sostenere che le persone, il carattere, il pensiero, sono l’effetto di una ben determinata concatenazione di eventi. Noi siamo quello che gli eventi del passato hanno voluto che fossimo!!!
E qui nasce, la frase : “SIAMO FORGIATI DAL PASSATO”
Giusto e Sbagliato sono i valori che rappresentano l’insieme di arrivo dell’ applicazione dell’oggettività nei confronti della realtà.
Se questi non dovessero risultare oggettivi l’intera teoria dell’oggettività risulta essere impraticabile.
Si decide se un’ azione è sbagliata o giusta in base alle sue conseguenze sugli elementi del nostro dominio(oggetti soggetti a variazione), che nel caso di un’ azione sbagliata, provocherà dei danneggiamenti.
Come potete vedere siamo riusciti a formalizzare il concetto di giusto e sbagliato in base al principio del danneggiamento, derivato dalla legge di causa effetto.
Danneggiare corrisponde ad un’azione, la quale può avvenire o può non avvenire. Nel caso avvenga, il giudizio è negativo, in caso contrario il giudizio è positivo.
Detto questo qualcuno di voi potrebbe criticare il fatto che il problema della soggettività non si è risolto poiché si è passati da un giudizio di giusto o sbagliato notoriamente soggettivo ad un problema che risponde alla domanda: danneggia? La cui risposta non è unica ma dipende dal soggetto a cui viene posta. Ma se si analizzano le conseguenze, le quali possono essere predette attraverso modelli matematici statistici, ecco che si riuscirà a capire se un’azione avrà delle conseguenze negative o meno.
Immaginiamo di vivere in una società dove una quantità di denaro illimitato corrisponde a 1000. E dove per vivere è sufficiente una quantità di 1.
Se questa persona dona 1 ad una persona che ha 0.1, compie un azione positiva, poiché dona del benessere a qualcuno, senza danneggiare nessuno nemmeno se stesso, dato che 1 in meno su 1000 cambia la sua quantità di denaro di un valore percentualmente trascurabile.
Relativamente 1 su 1000 corrisponde a 0,001%, mentre dare 1 a chi possiede lo 0.1 ha un peso del 110%. Quindi, in questo caso si dimostra matematicamente che donare è meglio del ricevere.
L’intera discussione ha quindi lo scopo di invitare alla riflessione, e che prima di agire dovremo pensare alle conseguenze delle nostre azioni. Un’ esempio di qualcuno che non ha pensato prima di agire potrebbe essere quello dell’ex ministro Calderoli che indossò una maglietta offensiva nei confronti della religione islamica.
Tutti ricordano le proteste islamiche a cui la maglietta di Calderoli comportò, in alcuni casi esagerate. Ci furono proteste nei paesi arabi nei confronti dell’occidente, e in alcuni casi furono bruciate chiese e ferite persone. Ora è elementare sapere che le conseguenze dell’azione di Calderoli ha comportato a dei danneggiamenti,dal quale ricaviamo un giudizio negativo.