C’era una volta il buon senso

Posted by tizio vestito di rosso
In oggettività
17Ott 08

C’era una volta il buon senso
Buon senso, insieme delle azioni, dei pensieri comunemente ritenuti positivi.
Buon senso è aiutare il prossimo.
Buon senso è avere un aspetto decoroso.
Buon senso è non dire parolacce.
Buon senso è non discriminare.
Buon senso è pagare le tasse.
Buon senso è non uccidere.
Buon senso è non rubare.
Buon senso è rispettare le culture,religioni diverse dalla tua…..
Alla sfera del buon senso si rifanno mille altri comportamenti, azioni e pensieri.  Il buon senso nasce in età infantile quando i tuoi genitori ti dicono che mangiarti le caccole è sbagliato, che mangiare a bocca aperta è sbagliato o quando la maestra ti dice che non bisogna alzare la gonna delle compagne di classe.
Ultimamente però, si avverte nell’aria la mancanza di questo buon senso, o meglio una sua mutazione  in cattivo senso. Bisogna far presente che un principio antico quanto la storia dell’uomo è quello del contraccambio, e  se siete lettori di Fullmetal Alchemist come il sottoscritto capireste che sto parlando della legge dello scambio equivalente.  Ma semplifichiamo il tutto con il vecchio detto biblico “occhio per occhio, dente per dente”. Seguendo questa filosofia, ormai ben iniettata tra i canoni del comportamento umano, fin dall’età infantile, ci si rende conto che assume la forma di una giustificazione per assumere comportamenti sbagliati. Immaginiamo che un gruppo di ragazzini, venga bombardato  da continue notizie che raccontano di Stranieri, quindi “Diversi”, che uccidono, stuprano,  spacciano e quant’altro. Questi ragazzini ,mossi da una profonda ignoranza, sentiranno un credito nei confronti del diverso, che cercheranno di “riscuotere”, ed ecco che si sente dei ragazzini che picchiano il Cinese a Roma. In parole più semplici,  vendetta. Una vendetta generalizzata nei confronti di chiunque,  soddisfi le caratteristiche del creditore. Questo contraccambio, non si avverte solo nello sfociare di azioni xenofobe, ma in ogni ambito. Pensiamo ai provvedimenti antifanulloni del “piccolo” ministro Brunetta. Ovviamente lo stato, rappresentato dal ministro gode di una situazione di credito nei confronti di molti lavoratori che assumendo comportamenti scorretti, danneggiano la produttività (se di produttività si può parlare) dello stato. Questo credito, viene riscosso nei confronti di tutti i lavoratori del settore pubblico, attraverso la negazione (o per meglio dire limitazione) di alcuni diritti. E questo è quello che succede anche con i tagli dell’istruzione pubblica.  Una serie di tagli, limitazioni, impedimenti indiscriminati.  In realtà credo che queste azioni del governo, vengano solo giustificate, con la generalizzazione del principio del contraccambio, ma che in fondo ci sia una chiara matrice ideologicamente CAPITALISTA, che spinga nel privatizzare l’amministrazione pubblica,e  al trasformare le università in fondazioni, col fine di creare un’istruzione classista.
Ma allora, dov’è finito il buon senso, che spingeva le persone in piazza a protestare vivacemente? Dov’è finito il buon senso di fronte ad una legge passata l’altro ieri in parlamento che consente la creazione di classi per soli bimbi extracomunitari, distruggendo tutte quelle che possono essere le premesse per una sana integrazione? e il buon senso di fronte alle impronte che vengono prese ad alcuni bambini, solo perché di etnia rom? …
Non siamo ancora in un regime di terrore, dove la voce di protesta viene repressa duramente, non lo è ancora diventato, non c’è motivo per starsene zitti se non….
Se non il fatto che queste scelte, che queste assurde posizioni sono condivise dalla gran parte dell’opinione pubblica sulla quale possiamo trovare qualsiasi scusante, per continuare a sperare. Possiamo dire che tutti si sono rincoglioniti per la televisione, che sono tutti terrorizzati, e che questo terrore ha creato un cattivo senso comune. Quello che una volta, era notoriamente sbagliato oggi ammette giustificazioni, oggi diventa una cosa che può passare inosservata. Oggi non ci stupiamo se dei poliziotti picchiano e maltrattano un giovane studente di colore a Parma. Oggi non ci stupiamo,  se si uccide la ricerca, se si uccide il futuro, uccidendo l’istruzione pubblica.
Di fronte a questo cattivo senso, quale speranza possiamo avere noi, vecchi, arrugginiti tutori del buon senso, che oggi veniamo descritti come dei COMUNISTI MANGIA BAMBINI, giusto perché, chiunque vada contro, dev’essere COMUNISTA.
Noi noiosi pazzi deliranti, che speranza possiamo avere? Arrivati a questo punto, direi che la soluzione, è un biglietto dell’aereo (non Alitalia), per qualche lontana e migliore meta estera.
Buon proseguimento dal tizio vestito di rosso, oggi tutore del buon senso.


Paura

Posted by tizio vestito di rosso
In Punto di vista
27Giu 08

INTRODUZIONE 
Da quanto tempo mancavo. Devo ammettere che in questi ultimi mesi ho avuto poco tempo, e in quel poco tempo che ho avuto, ho provato a buttare giù qualcosa. Ma mi sembrava un’operazione impossibile.
Forse perché ho perso le speranze, forse perché il popolo che è sovrano, ha scelto chi non avrei voluto che scegliesse. Ma dopo tutto le speranze sono le ultime a morire, e mi ritrovo qui a raccontarvi un’altra mia bella storia.
Ammetto di aver accantonato il progetto iniziale della descrizione del rapporto di analisi oggettiva alla società, ma purtroppo i turbamenti socio economici di questi tempi mi portano a spostare l’attenzione su altro.
In questo articolo vi parlerò della paura, utilizzata dai potenti come strumento di controllo. Vi raccomando un attenta lettura, e come sempre sono pronto a raccogliere critiche, e opinioni differenti.
Grazie
Paura
Principalmente quando si parla di paura si parla di un’ emozione istintiva. Si ha paura quando si avverte una situazione di pericolo. Molto spesso la paura è legata all’incertezza, alla non conoscenza. Spesso si teme ciò che non si conosce (forse perché vorremo poter controllare ogni cosa).
Ad ogni modo la paura è legata ad una condizione di pericolo. Molti studiosi hanno dimostrato che quando si ha paura le potenzialità del nostro corpo aumentano. Immaginiamo di dover fare una corsa su 100 metri piani tranquilla, e un’altra con un animale feroce che c’insegue. Direi che con ogni probabilità si assumerebbe una velocità maggiore nel secondo caso. Così come quando si entra in luoghi spettrali iniziamo a sentire ogni piccolo rumore, in quanto il nostro udito diventa notevolmente più sensibile. Ovviamente tutte queste sono azioni non controllate, che funzionano come un riflesso condizionato. Dunque le azioni che si compiono in una condizione di paura risultano essere fuori dal nostro controllo, istintive.
Così come tutto ciò che istintivo, anche la paura esce dalla sfera della razionalità. La azioni che si commettono sotto l’effetto della paura spesso hanno poco di razionale.
Immaginiamo che quest’ultima possa essere indotta alla massa tramite qualche mezzo da terzi. E che la massa rispondi allo stimolo di paura tramite determinate azioni, facilmente prevedibili.
Immaginiamo che questi terzi siano delle persone che propongono soluzioni al problema della paura, con una certa insistenza. Una volta indotta la paura, le persone senza troppi dubbi, si rivolgeranno a questi.
Utilizzare la paura per assumere il controllo dell’opinione pubblica,sembra uno dei complicati piani di Prof per conquistare il mondo (personaggio degli animeniax, celebri cartoni della Warner).
Eppure è un piano geniale; dopo tutto Prof era un genio, con un corpo piccolo… (ricorda qualcuno?).
Ma dopo tutto queste sono solo focalizzazioni su informazioni di dominio pubblico, passiamo ai fatti.
E precisamente andiamo oltre oceano, andiamo nei cari Stati Uniti d’ AMERICA, il paese più democratico del mondo; Il paese in cui ognuno può trovarsi un lavoro dignitoso, e una moglie che lo aspetta ogni sera con la cena a tavola. Il paese in cui si passano le domeniche allo stadio a vedersi le partite di Baseball con la famiglia. Laddove si fa tutto in grande, dove esista un’uguaglianza vera, dove bianchi e neri, uomini e donne sono nello stesso piano. Dove non esistono i poveri, dove tutti sono felici (cogliete l’ironia). Bene in questo bellissimo paese, esiste chi controlla, la paura per mettere strane pressioni al popolo, per assorbirne il consenso.
Un giorno, 2 aerei si scontrano contro 2 grattacieli, i 2 grattacieli più famosi del mondo: LE TWIN TOWERS.
Si parla subito di attentato terroristico, pochi mesi dopo si fa una guerra contro un paese controllato dai presunti attentatori. E di fatto si entra in possesso di quel territorio. Dopo un anno, si dice che un altro paese, è in possesso di potentissime armi che possono creare morte all’interno degli Stati Uniti, ed ecco che si fa un’altra guerra per paura. O meglio, per paura alla luce del popolo, per i potenti la guerra aveva dei chiari scopi economici.
Cavolo, sti americani, hanno messo a tacere l’opinione pubblica, inventadosi la presenza di armi di distruzioni di massa in IRAQ. Mica stupidi…
Eh già… Ma a questo punto mi medesimo in un americano che sente queste “ilazioni” pronunciarsi, e mi rispondo: “Ma proprio tu parli che vivi in italia?”.
E in effetti noi del bel paese abbiamo poco da guardare oltre. Noi che viviamo in un paese dove si sono vinte le elezioni per la paura.
Nel periodo elettorale si continuava a mostrare situazioni di famiglie messe alla fame; In diversi telegiornali si sono inaugurate diverse rubriche (ora sparite), in cui si mostrava la gente che andava a far la spesa e che non arrivava alla fine del mese, mostravano i sacrifici che molte famiglie erano costrette fare, e come colonna sonora, si avvertiva la sensazione che qualcuno stesse dicendo: ”Mannaggia a Prodi, che ha aumentato le tasse “. E puntualmente dall’altra parte c’era chi urlava, “meno tasse per tutti!!!”.
Lo stesso per il problema della sicurezza, in cui si continuava a mostrare i danni compiuti dall’immigrati. E dall’altra parte c’era chi come gli omini VERDI, continuava a puntare il dito contro questa categoria.
In poche parole, la campagna elettorale è stata fatta tramite un bombardamento mediatico che induceva le persone a votare per un partito piuttosto di un altro.
Da notare il fatto che sotto questo bombardamento mediatico ha colpito anche chi non aveva problemi, ne per la sicurezza, ne per il caro vita, si sentiva semplicemente minacciato, aveva PAURA!!!
E la paura come detto prima ci costringe a fare azioni irrazionali. Se avessimo usato la testa, forse avremmo capito che quel signore avrebbe solo peggiorato la sicurezza, andando contro chi ha il dovere di gestire il potere giuridico dello stato.
Ma in tutto nel mondo si fanno guerre per paura, se analizziamo la storia troviamo esempi simili a palate. Noi che alle competizioni ci teniamo, non vorremo mica perdere anche questa.
La paura, genera odio, genera guerra, e arricchisce i furbi.
Concludo con un allegro video, di Mignolo e Prof, per chi non li conoscesse :


Adesso Prof, chi vi ricorda?


REGIME

Posted by tizio vestito di rosso
In Presentazioni
14Apr 08

Regime: s’ intende un sistema di controllo sociale, ovvero, più specificamente, una forma di governo, specialmente quando è strettamente correlata ed identificata con una personalità politica che vi assume un ruolo dominante.
Definizione della parola Regime presa dal dizionario. Si è sotto un regime quando principalmente vengono limitate delle libertà elementari, che possono avere come conseguenza (anche come lontana conseguenza) quella di mancar meno al potere di un governo.
Esiste un Regime quando la tua libertà di parola viene limitata.
Esiste un Regime quando la verità viene nascosta.
Esiste un Regime quando una persona ( o un gruppo di persone) gode di maggiori liberta rispetto ad un’altra(o altre).
Esiste un Regime quando esistono dei cittadini di serie a e di serie b.
Esiste un Regime quando una forza vincolata ad un territorio decide quello che è giusto fare anche in territori non suoi, cercando di trarne i massimi vantaggi.
Esiste un Regime quando chi si presta al facile controllo del potere viene premiato.
Esiste un Regime quando chi cerca la verità, chi la mostra, viene punito.
Esiste un Regime quando nel nascondere la colpevolezza di qualcuno si cerca un capro espiatorio, per poter dormire sogni tranquilli.
Esiste un Regime quando si danno maggiori diritti ad alcuni, senza che questi abbiano adempito in modo particolare (ne in base alla qualità, ne in base alla quantità) a dei doveri.
Esiste un Regime quando chi è nella posizione di contestare il governo, lo appoggia sempre.
Esiste un Regime quando la voce di chi soffre viene soffocata.
Esiste un Regime quando il potente non cambia nome, cognome e volto.
Esiste un Regime quando qualcuno è nella posizione di poterti giudicare, senza conoscerti, con estrema superficialità, attivando delle conseguenza determinanti per il tuo futuro.
Esiste un Regime quando degli uomini si dimenticano di aver dignità, e arrivano al punto di sembrare ridicoli, per timore del potente.
Esiste un Regime quando degli uomini si sentono nella posizione di far proprie aziende, pensieri, vite di altri.
Esiste un Regime quando degli uomini possono raccontare assurdità senza che qualcuno gli contesti.
Esiste un Regime ogni qual volta hai paura di dire ciò che pensi (in una forma corretta), per timore.
Esiste un Regime quando qualcuno è immune dalle regole alle quali tu sei costretto sottostare.
Esiste un Regime quando esistono due tipi di onestà, la tua, e quella dei disonesti.
Ma non esisteva il Regime quando hai scelto il Regime, invece della democrazia.
Ho la sensazione che ben presto capiremo cos’è un Regime!!!
Buon proseguimento dal Tizio Vestito di Rosso!!!


IMMIGRAZIONE? … illusione…

Posted by tizio vestito di rosso
In Punto di vista
8Apr 08

INTRODUZIONE 

Questo che vi apprestate a leggere è un articolo provocatorio, che mette in luce la mia visione riguardo ad una problematica che un normale stato del 21°secolo dovrebbe saper affrontare in modo più sereno.
Il fine di questo articolo, è quello di chiarire una volta per tutte il mio punto di vista riguardo a questo argomento, il quale non è mai stato chiaro a causa della sua complessità. Vi chiedo dunque di leggere con attenzione e di rendere conto del vostro punto di vista. (Modestamente)Credo che questa sia una visione dell’argomento molto diversa rispetto a quella che siete soliti affrontare.
Buona lettura dal tizio vestito di rosso!!!
ARTICOLO
In questa recita che i media osano chiamare campagna elettorale si ritrova in diversi partiti uno slogan elettorale contro l’immigrazione.
Effettivamente, uno dei più grandi popoli di emigranti del mondo, si permette il lusso di non tollerare il proprio fenomeno immigrazione. Ma non è sul passato italiano che voglio avanzare la mia disquisizione, non sarebbe un’analisi oggettiva del problema.
L’immigrazione può essere vista principalmente in 2 modi:
- Una risorsa
- Un dramma
Una risorsa in quanto l’immigrati, rappresentano una forza lavoro, che spesso finisce con l’occupare posizioni troppo umili, tali da non essere più occupate dai cittadini.
Un dramma perché al fenomeno migratorio molti associano la criminalità.
La disquisizione si svolgerà sul confronto di queste distinte visioni del fenomeno, che per così dire “vanno per la maggiore”.
L’immigrazione è indubbiamente una risorsa. In ogni società una persona in più rappresenta forza lavoro in più, maggiore produzione, più denaro che circola, crescita economica. Così come per ogni cittadino, la crescita economica deve essere garantita dalla crescita dell’individuo, lo stesso deve accadere per l’immigrato, poiché dal momento in cui comincia a far parte della comunità della nazione in cui vive, segue gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri cittadini, concetto che possiamo definire quasi costituzionale.
Alla luce di ciò noi ritroviamo un forte contrasto con quanto accade nella nostra società. Quanti immigrati che non fanno lavori umili trovate in giro? Pochi!!! Ovviamente anche perché, la maggior parte di loro sono privi di una buona istruzione, caratteristica da considerarsi pregiudizievole se si vuole ambire a “buone” posizioni. Ma ciò a cui mi rifaccio io, è il pregiudizio di diverse persone nei confronti del diverso.
In quanti colloqui di lavoro per buone posizioni il “diverso” viene scelto? C’è chi sospetta che mi stia sognando tutto, ma quante aziende sono disposte a scegliere un immigrato rispetto ad un cittadino, quando questi stanno sullo stesso livello? (rispondete voi). Alla luce di ciò, è eloquente l’espressione del candidato premiere di uno dei tanti partiti in una trasmissione televisiva , che sostenendo che l’immigrazione è una risorsa, utilizzava come argomentazione il fatto che l’immigrato venisse qui per fare lavori umili quali il badante, colf, ecc… lavori non fatti più dagli italiani. Senza preludere al fatto che qui l’immigrato può anche apprendere, dimenticando quindi che l’Italia è culla della conoscenza, dell’arte, della scienza. Grandi menti del passato provengono dalla nostra terra, dando prestigio ad università, istituti artistici e quant’altro. Perché non accennare alla condivisione di ciò con chi viene da fuori? Perché non permettere all’immigrato di crescere all’interno della nostra società, potendo disporre dei migliori mezzi, mezzi che rendono unico il nostro paese? Nella mia breve esperienza londinese, ho potuto toccare con mano, l’importanza di un simile approccio all’immigrazione. Persone provenienti da tutto il mondo erano pronte a mettere a disposizione la miglior cosa che l’uomo possiede ovvero la “testa”, per una nazione diversa da quella natale, chiedendo soltanto di poter usufruire di mezzi che nella nazione natale, non avrebbero avuto. Il che può essere inteso come uno dei tanti segreti della forza del Regno Unito. Insomma basta prendere la cosa dal verso giusto.
L’immigrazione è una risorsa sfruttiamola, investiamoci sopra!!!
Andiamo ora ad analizzare la seconda visione, ovvero quella del dramma criminalità.
Prima di procedere, premetto che è necessario distinguere l’immigrazione regolare da quella clandestina.
Immigrazione clandestina, significa immigrazione non controllata,la quale è un disagio per la società che non può “sfruttare” a pieno le capacità della persona, ed è un disagio della persona stessa che non può ottenere i diritti che lo stato è solito concedere. Di fatto vengono a mancare i diritti così come vengono a mancare i doveri. Alla luce di una posizione d’impossibilità di seguire la via della legalità, nella condizione di clandestinità ,è facile, estremamente facile cadere nell’illegalità. Non mi dilungo quindi nel dire che è necessaria una immigrazione controllata(per dire questo era necessario fondare un partito?).
Detto questo, sappiamo benissimo che in tutte le nazioni del mondo la criminalità, quella degli scippi, delle rapine, ecc.. è un attività che è solita essere svolta da chi appartiene alle classi deboli. Classi povere della società che vivono in condizioni di miseria tali da indurli a compiere azioni contro il buon senso comune. Quindi possiamo dire che la maggior parte delle persone che delinquono, sono povere, e che come succede nel nostro paese buona parte dell’immigrazione inizia a corrispondere con le classi di povertà (per povertà intendo, quella povertà che ti fa dire, oggi non so dove dormirò, oggi non so dove mangerò; differente da quella povertà che dice, come pagherò le bollette, il mutuo ecc…).
Il problema dunque dell’immigrazione, spesso affiancata alla parola criminalità è dovuto al fatto che chi viene qui da noi, pieno di speranze, per crearsi un futuro dignitoso è senza niente. Senza patrimonio immobiliare e tanto meno mobiliare, senza appoggi di parenti pronti ad aiutarli, insomma affronta la vita allo sbaraglio. In tale condizione, in uno stato che come il nostro non permette né la crescita dell’immigrato né quella del cittadino, è molto semplice cadere nel tranello della criminalità la quale spesso rappresenta facili guadagni in breve tempo, e per chi si è tolto ogni inibizione del rischio, è facile immaginare come può perseverare tale scelta, anche in presenza di opzioni legali. Detto questo la soluzione è semplice, realizzare una immigrazione controllata, ovvero far entrare nel paese un numero di persone limitato ,in modo da poter garantire tutti servizi necessario, che sia in grado di utilizzare i mezzi utilizzati dal nostro paese per crescere. Come OGNI PAESE CIVILE FA’. Inoltre garantire un welfare dignitoso sia al cittadino che all’immigrato senza distinzioni, poiché dal momento in cui si fa parte di un sistema, come già detto e ribadito si hanno dei diritti e dei doveri in egual misura degli altri cittadini.
E ora dico, per dire queste cose, condivisibili dal buon senso comune era necessario fare un partito che sull’esaltazione di queste futilità ne facesse la propria ragione d’esistenza?… se sì questo è un partito che desidera strumentalizzare tale visione, per portare le masse a condividere una linea XENOFOBA.
E’ una indecenza che partiti del genere, possano ancora esistere, e possano trovare un così largo assenso. E’ necessario aprire gli occhi e dire che si vuole diventare un paese civile e democratico, almeno quanto le altre nazioni europee (le quali avendo seppur un’applicazione democratica migliore della nostra, sono ben lontane dal concetto teorico di democrazia), e prendere le distanze dal bigottismo che aleggia nell’ignoranza comune.
Buon proseguimento dal tizio vestito di rosso!!!


In Punto di vista
17Mar 08

Eccomi qua ad approffondire un argomento spinoso : la politica italiana. Per parcondicio non discuterò di nessun schieramento, ma proporrò degli spunti sulla situazione in cui siamo. I nostri rappresentanti, in primis, non sono stati nominati da noi e questo è già uno scandalo. Tutti parlano di democrazia ma in Italia siamo di fronte ad un oligarchia, dove noi espriamiamo il nostro diritto di voto ad uno schieramento e poi il “potente” di turno decide chi saranno i suoi fantocci. Questo deve essere il primo cambiamento per portare la libertà nel nostro amato paese.
Altro punto spinoso : lo stato di depressione della gente. Siamo di fronte al malcontento generale. Chi ci governa fa i propri interessi e cerca di guadagnare più che può nel breve e sottolineo breve periodo di permanenza al governo. E qui comincia il problema grave dal quale dobbiamo porci un grosso interrogativo, ma i nostri rappresentanti servono per migliorare tutti o solamente loro stessi ?
Questo grosso problema si ripercuote notevolmente sulla scelta dell’elettorato, dove noi dobbiamo votare il “meno peggio” e non il gruppo / partito che ha le idee migliori, perchè una volta al potere ognuno cerca sempre di ottenere il massimo per il proprio portafoglio.
Per risollevarci servirebbero molte facce nuove e non sempre la solita minestra riscaldata. Qui il problema si fa molto grande, i politici sono una casta intoccabile alla pari di avvocati e notai. E’ impossibile nel nostro paese vedere persone di 30-35 anni come candidati premier. In italia l’età giusta è dai 50 anni in su. Cosa ce ne facciamo di tanti personaggi che vanno verso la pensione ? Mandiamoli a farsi una partita a carte al bar, creerebbero meno danni.
Fin qui abbiamo discusso delle caratteristiche che dovrebbe avere una nuova realtà, ma manca un dettaglio fondamentale, come dovrebbe essere ?
Innanzitutto servono persone competenti, diplomati o laureati per intenderci, e non degli idioti che non sanno cosa costa 1 kg di pane o 1 litro di benzina.
Questi personaggi dovrebbero appartenere a varie classi e non essere i presidenti di questa o quest’altra compagnia o amici degl amici di quello che ci stava prima al governo.
Serve gente pulita, senza precedenti o cause penali pendenti ( fregandocene della Costituzione dove fino alla sentenza sfavorevole del CSM si è sempre innocenti ).
Sarebbe ora di finirla anche con la miriade di privilegi che hanno, dovrebbero capire che vivono sulle spalle di tutti. La nostra democrazia costa oltre un miliardo di euro all’anno. Nemmeno negli Stati Uniti ( prima potenza mondiale) e in Cina ( prima potenza numerica ) si arriva a spendere così tanto. Siamo sempre primi per record negativi.
In un periodo di così grande crisi dovremmo comunque affidarci al “vecchio” nella speranza che non ci ammazzi con tasse o leggi porcherie ( vedi legge Biagi ) e soprattutto che prenda pochi impegni ma li mantenga. Serve molto tempo per rimediare ai danni fatti nei precedenti 50 anni di governo da persone incompententi e nate solo per rubare agli altri.
La speranza che qualcosa stia cominciando a muoversi c’è, ma bisogna giocare a carte scoperte senza avere paura di niente e soprattutto bisogna credere in noi stessi. Il nostro paese ha una grande forza popolare e deve esprimerla. Bisogna lasciare spazio ai giovani per sperare in un futuro migliore, dare il giusto spazio alle persone esperte ed eliminare gli incompenti e i ladri.
Così si ottiene uno stato libero, felice, economicamente tranquillo e che non fa figure di merde in tutto il globo con le contraddizioni che abbiamo.


Società e industria

Posted by tizio vestito di rosso
In Punto di vista
8Mar 08

Società e Industria
Questo è il primo articolo in cui non parlo dell’oggettività, ma mi limito ad esprimere la mia opinione riguardo ad una delle principali risorse di una società, ovvero l’industria.
Noi tutti sappiamo che esistono multinazionali che fatturano centinaia di migliaia di euro, che si comportano in modo sleale, sfruttando i deboli, senza fermarsi neanche di fronte a guadagni spaventosi.
Se si chiede ad una persona normale: “Cosa se ne farebbe di 30 milioni di euro?”, quella persona ci penserebbe, per diverso tempo, e probabilmente nella maggior parte dei casi la sua risposta sarebbe: “Non saprei come spenderli”.
Ma esistono delle multinazionali che arrivano a 100 mila milioni di euro, e dicono, non ci bastano.
La volontà di voler produrre senza accontentarsi porta queste fabbriche di bibite, cioccolata, vestiti ecc… ad essere fabbriche di morte. La loro morale è sfruttiamo il terzo mondo per regalare sorrisi e gioie nelle nostre terre. Questo è il nuovo imperialismo, imperialismo che non viene portato avanti da imperatori ma da ricchi industriali borghesi, spinti da un forte sentimento di egocentrismo,che realizza la loro superiorità.
Non esistono limiti!!!
La vera industria è quella che reinveste i suoi introiti, la vera industria è quella che guadagna per migliorare la società in cui agisce e non per peggiorarla.
Un esempio lampante è quello dell’industria informatica indiana,la quale divenuta la numero 1 al mondo, si concede “il lusso” di investire il 30% dei suoi introiti sulla formazione del personale, con il felice risultato che l’india sforna 400mila ingegneri informatici, già pronti e competitivi per entrare nel mercato del lavoro.
(Motivo per il quale, un ingegnere informatico italiano , o di qualsiasi altra parte del mondo, avrà vita dura, nel confrontarsi con chi ha subito la fame!!! )
Tale politica, non appartiene solo al settore informatico, ma a tutti ai settori in sviluppo nel paese indiano, che comporta al fatto che circa 20 milioni di persone l’anno passano dalla fascia povera alla fascia media della popolazione. Tutto questo perché l’industria interviene nel sociale!!!! (se volete approfondire il discorso vi consiglio di leggere ”La speranza Indiana” di Federico Rampini)
Se l’industria non si attiva nel sociale non c’è futuro, non si danno speranze e non c’è progresso.
Così come avrete potuto intuire che io non condivido tutto ciò che è fine a se stesso, che quindi si rifà alla sfera dell’egoismo, io apprezzo ciò che si rifà all’altruismo, fine a dare equilibrio all’interno della società.
Esistono aziende che intervengono nel sociale, e altre ne realizzano la distruzione (anche se la società non è la vostra). Ma noi possiamo punire le società che attuano comportamenti sleali, poiché loro sono in nostro potere, NOI SIAMO I CONSUMATORI. Dunque, l’unica azione che ci resta da fare, è il boicottaggio.
Vedetela così, è una delle poche occasioni che avete per essere protagonisti della giustizia, è un peccato sprecarla!!!
Vi lascio a questo breve documentario: PREDATORI GLOBALI tratto dalla trasmissione Rai: “C’era una volta”:
clicca qui
Sono costretto a darvi il link perché pubblicare questo video, sul blog è un’azione illegale, ai sensi dell’articolo bla bla bla.. insomma la solita storia sul copyright. In ogni caso guardatelo!!!


EQUITA’

Posted by tizio vestito di rosso
In oggettività
19Feb 08

Ciò che è fondamentale in una società che si possa definire giusta è l’equità. Il principio di equità è fondamentale per raggiungere lo stato di equilibrio, ovvero di quiete. L’equità attribuisce a tutti gli elementi della società uno stesso peso, ma ciò potrebbe distruggere il progresso. Ciò che è elementare è che in una ipotetica società equa, dove ogni elemento viene retribuito nello stesso modo, viene a mancare l’ambizione, e si creano tante passioni. Le passioni sono forvianti, e conformizzanti, sono soggette a correnti di moda, prive di idee, di spirito professionale. Dunque la società equa elimina la facoltà di eccellere. Essa va modificata, ma come?
Semplicemente dando a tutti la possibilità di arrivare dove si desidera. partendo dallo stesso livello.L’uomo potrà eccellere in base si alle sue abilità, derivanti da un contesto genetico, ma soprattutto dalla sua volontà. Più grande sarà la voglia di realizzarsi e maggiore sarà la lunghezza del passo che lo porterà a raggiungere il suo obbiettivo.
Ciò che bisogna fare è garantire un minimo dignitoso per tutti, creare un Welfare, vero, che funzioni. Un Welfare che non si limiti a far sopravvivere le persone ma a farle vivere. E gioire dei frutti della vita.
Questa è una società equa che non distrugge, una società che rende ogni uomo direttamente responsabile della sua posizione. Una società in cui non conta il nome, il luogo di provenienza, il denaro che si possiede, ma conta chi siamo noi, cosa siamo in grado di fare. Una società che si basi sulla meritocrazia che non distrugga i mediocri e i deboli. Il mutuo soccorso è basilare in ciò. Uomini che si aiutano fra di loro, mandano messaggi di fratellanza, di serenità e di dolce vita. Non è questo che cerchiamo, non è questo che desideriamo, non vogliamo la felicità?
E quale modo più semplice per raggiungere la felicità che mettere in alto il più grande sentimento che l’uomo è in grado di provare. L’amore genera famiglia, altruismo e sorrisi.
La società equa garantisce il sorriso, agli onesti e ai deboli.
Questo è quello che desideriamo, ma questo è anche quello che ci vogliono impedire di costruire.
Chi ce lo vuole impedire? Il male, rappresentato da uomini egoisti,e indifferenti alle sofferenze, uomini che non sono pronti a rinunciare a quello che hanno per donare speranze concrete e sorrisi.
È una voragine che si allarga questa, l’oblio ci sta di fronte, l’azione ci salverà..
Agiamo e realizzeremo ogni nostro sogno!!! UN MONDO MIGLIORE SI PUO’ FARE!!
E vi lascio con un video tratto dal film di Charlie Chaplin il grande dittatore, il titolo di questo video si chiama: “DISCORSO ALL’UMANITA’”


I bruti ci sono ancora!!!


CAUSA EFFETTO ( e stato)

Posted by tizio vestito di rosso
In oggettività
9Feb 08

Come già anticipato in precedenza la legge fondamentale a cui mi rifaccio è quella di causa effetto.
In natura ogni cosa tende all’equilibrio dalla chimica, alla fisica, in ogni scienza applicata l’equilibrio è fondamentale.
Quindi se si compie un’ azione che smuove l’equilibrio si avrà una reazione mirata al compensare, riportando il tutto in una situazione di nuovo equilibrio, che quindi non sarà uguale a quella iniziale.
L’azione iniziale si chiama causa e l’azione finale si chiama effetto (o reazione).
Quello che mi presto a fare è quello di applicare questa legge in un’analisi sociale.
In una società in cui esiste uno stato, quindi dove non ci si trova nello stato di natura (situazione di “anarchia” rifacentesi alle teorie politiche di Thomas Hobbes nel Leviathan), l’equilibrio è dato dalla civile convivenza degli individui. Qualora un individuo non dovesse rientrare nei canoni imposti dalla civile convivenza, lo stato interviene punendo l’individuo stesso.
Cercando di essere più schematici quello che otteniamo è che la causa è l’azione negativa dell’individuo, che esce dai canoni della civile convivenza, e che la reazione è l’intervento punitivo dello stato.
Il problema, dunque ora è quello di stabilire i canoni della civile convivenza tra gli individui.
Per stabilire ciò è necessario procedere attraverso una metodologia di analisi oggettiva. Per ogni azione che viene compiuta se ne analizza l’effetto, se questa ha danneggiato, è da ritenersi negativa.
Successivamente per decidere la proporzionalità delle azioni punitive dopo aver analizzato la gravità dell’effetto bisogna analizzare le cause, e vedere se le cause sono reazioni di altre azioni.
Sono finito come al solito, con il dilagare, ma quello che è importante sottolineare, è che la natura di per se rappresenta l’elemento regolatore, nella società questo è rappresentato dallo stato.
Oltre allo stato, che interviene in casi “estremi” la legge di causa effetto agisce in ogni ambito.
Concatenando tale principio nel tempo si ottiene che il presente è conseguenza del passato, il futuro del presente.
Si può sostenere che le persone, il carattere, il pensiero, sono l’effetto di una ben determinata concatenazione di eventi. Noi siamo quello che gli eventi del passato hanno voluto che fossimo!!!
E qui nasce, la frase : “SIAMO FORGIATI DAL PASSATO”


Principio del danneggiamento

Posted by tizio vestito di rosso
In oggettività
6Feb 08

Giusto e Sbagliato sono i valori che rappresentano l’insieme di arrivo dell’ applicazione dell’oggettività nei confronti della realtà.
Se questi non dovessero risultare oggettivi l’intera teoria dell’oggettività risulta essere impraticabile.
Si decide se un’ azione è sbagliata o giusta in base alle sue conseguenze sugli elementi del nostro dominio(oggetti soggetti a variazione), che nel caso di un’ azione sbagliata, provocherà dei danneggiamenti.
Come potete vedere siamo riusciti a formalizzare il concetto di giusto e sbagliato in base al principio del danneggiamento, derivato dalla legge di causa effetto.
Danneggiare corrisponde ad un’azione, la quale può avvenire o può non avvenire. Nel caso avvenga, il giudizio è negativo, in caso contrario il giudizio è positivo.
Detto questo qualcuno di voi potrebbe criticare il fatto che il problema della soggettività non si è risolto poiché si è passati da un giudizio di giusto o sbagliato notoriamente soggettivo ad un problema che risponde alla domanda: danneggia? La cui risposta non è unica ma dipende dal soggetto a cui viene posta. Ma se si analizzano le conseguenze, le quali possono essere predette attraverso modelli matematici statistici, ecco che si riuscirà a capire se un’azione avrà delle conseguenze negative o meno.
Immaginiamo di vivere in una società dove una quantità di denaro illimitato corrisponde a 1000. E dove per vivere è sufficiente una quantità di 1.
Se questa persona dona 1 ad una persona che ha 0.1, compie un azione positiva, poiché dona del benessere a qualcuno, senza danneggiare nessuno nemmeno se stesso, dato che 1 in meno su 1000 cambia la sua quantità di denaro di un valore percentualmente trascurabile.
Relativamente 1 su 1000 corrisponde a 0,001%, mentre dare 1 a chi possiede lo 0.1 ha un peso del 110%. Quindi, in questo caso si dimostra matematicamente che donare è meglio del ricevere.
L’intera discussione ha quindi lo scopo di invitare alla riflessione, e che prima di agire dovremo pensare alle conseguenze delle nostre azioni. Un’ esempio di qualcuno che non ha pensato prima di agire potrebbe essere quello dell’ex ministro Calderoli che indossò una maglietta offensiva nei confronti della religione islamica.
Tutti ricordano le proteste islamiche a cui la maglietta di Calderoli comportò, in alcuni casi esagerate. Ci furono proteste nei paesi arabi nei confronti dell’occidente, e in alcuni casi furono bruciate chiese e ferite persone. Ora è elementare sapere che le conseguenze dell’azione di Calderoli ha comportato a dei danneggiamenti,dal quale ricaviamo un giudizio negativo.


Premessa

Posted by tizio vestito di rosso
In Presentazioni
5Feb 08

L’oggettività è un concetto matematico, la cui interpretazione è unica e lineare la quale viene raggiunta attraverso applicazioni elementari. Ciò che si vuole realizzare è una formalizzazione delle operazioni elementari sociali, dedite al distinguere il male dal bene, avendo un insieme di arrivo binario composto da due valori: giusto e sbagliato.
Le operazioni elementari in un contesto matematico corrispondono alla somma, moltiplicazione, divisione e sottrazione applicate all’insieme dei numeri Reali.
Nella realtà, l’insieme dei numeri reali corrisponde all’insieme delle entità che sono soggette a variazioni, ovvero persone, piante, situazioni economiche e social. Le operazioni che agiscono su di essi sono realizzate attraverso derivazione sulla legge fondamentale di causa effetto.
L’insieme di arrivo risulta essere composto dai giudizi. Ciò che si vorrà dimostrare è che i giudizi sono unici, e che non sono oggetti a interpretazioni.


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